I podisti pompieri

Consentiteci una premessa, che è molto più di una battuta e che vuole essere anche una pacifica provocazione: come si sa, il podismo è uno sport individuale, ma spesso non lo è… Infatti, nel variegato e multiforme popolo di podisti, troviamo molte persone che non corrono da sole, anzi, che non corrono affatto se non in compagnia. In un mondo come il nostro, votato al bieco egoismo e alla cattiveria dei rapporti interpersonali, questo modo di fare (di correre…) assume i connotati di un gesto quasi rivoluzionario, un messaggio universale di fratellanza. Vuole dire che le barriere e le diversità si azzerano, che non contano niente, che si rafforzano (sia pure per il tempo dedicato alla corsa) i rapporti personali.
Sotto questo punto di vista, i podisti sono come i pompieri. Cosa fanno nella vita pratica i pompieri? Entrano in azione quando qualcuno ne ha bisogno. Essi sono là, come in attesa di una qualche chiamata (la vita è piena di pericoli…). Intanto, si sono formati e specializzati per ogni tipo di soccorso. Un amico podista deve fare un po’ di corsa lenta? Eccoli pronti al loro fianco (il tempo di organizzarsi…). Deve correre un lungo? E qual è il problema?, ci si prepara anche in famiglia (i podisti non vivono mai da soli…) e si va’. Deve acquistare un nuovo paio di scarpe, adatte per preparare quella gara in particolare? Andiamo (e lo si conduce al negozio specializzato dove si conosce quell’amico…). Eccetera eccetera (le occasioni sono quasi infinite…).
A volte, e non è cosa da poco, i podisti pompieri servono anche per spegnere i fuochi dei facili entusiasmi; servono anche a smussare gli angoli dei programmi improvvisati; servono anche a prevenire disastri, o comunque a scongiurare delle brutte esperienze.
Sia come sia, onore a tutti i podisti pompieri!

