Quando arriveranno le gare con la pioggia

Nella variopinta tipologia delle gare podistiche troviamo quelle su pista, su strada, e non solo, troviamo anche i trail, i cross, le ultra. Insomma, molti tipi di gare. A parte il chilometraggio che le caratterizza, esistono anche quelle soleggiate e… bagnate. Ed è appunto su queste ultime che vorremmo soffermarci per qualche istante.

E’ strano come i podisti temano la pioggia…, ma solo fino al momento della partenza della gara. Dopo, sembrano amarla, caldeggiarla, desiderarla. Li avete mai osservati, i podisti, sotto quest’ottica?, quando si approssimano al raduno di una gara podistica? Ebbene, pensateci un momento. Sembrano spaventati, intimoriti… Come faranno a gareggiare? Forse rinunceranno? Si ritrovano in gruppettini sotto qualsiasi riparo, gazebo e ombrelli che siano. Le tute che indossano quasi non si vedono, coperte da ogni forma di impermeabilini, sovrastati quasi sempre da capaci e ampi berrettini. C’è qualcuno che ha perfino messo delle buste di plastica sulle scarpette con cui gareggerà per non farle bagnare anzitempo e più del necessario…

Sono questi i momenti forse più belli per i podisti, che si ritrovano tutti amici, uniti e fortificati, al riparo delle avversità della vita…

 

Poi, come per magia, li ritrovi alla partenza, sì con qualche indumento “riparatore”, ma sorridenti e fieri di cominciare la gara, cioè a misurare ancora una volta il loro grado di sopportazione della sofferenza nel rispetto della fatica della corsa e dell’ambiente in cui vive. Sembra quasi che la pioggia riattivi in loro quella bellissima reazione istintiva e animalesca dell’uomo al cospetto delle avversità della Natura. Sembra quasi che in loro si attesti il diritto ad esserci, a farne parte a pieno titolo. Così, le loro gambe corrono più fluide e sciolte, come se l’acqua della pioggia diventasse il miglior fluidificante per l’organismo.

All’arrivo, ogni podista è sorridente. Ognuno, fateci caso, non sbuffa (come avviene per una gara diciamo normale, con il sole o con il vento, esausto dello sforzo compiuto… e basta),  ma sorride, perché è stato immerso nel vero senso della parola nella Natura, dimostrando a sé stesso di essere in grado di agire e di reagire, di rispondere con il fisico e con la mente alle sollecitazioni della vita.

Andrà poi alla ricerca degli amici con i quali divideva la pioggia alla partenza. Ora, dividerà con loro, per tutta la vita, questo bellissimo e indimenticabile ricordo.

 

 

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