Sebastian Sawe, cose dell’altro mondo

Tutti gli appassionati di Atletica Leggera siamo rimasti sbalorditi dal risultato finale della maratona di Londra, corsa il 26 aprile 2026: ben due atleti l’hanno chiusa sotto le due ore! Incredibile! Essi sono, nell’ordine, il keniota Sebastan Sawe, che con il suo 1h 59’30” ha stabilito il nuovo record mondiale sulla distanza, e l’etiope Yomin Kejelcha, giunto a una manciata di secondi dal primo, in 1h 59’ 41”. Per non parlare del terzo…, l’ugandese Jacob Kilimo (il favorito della vigilia) che ha chiuso la sua fatica in 2h 00’ 28”… Incredibile! Cose dell’altro mondo… 

Ma cosa ha reso questa impresa davvero memorabile? Tutti gli appassionati di Atletica Leggera ce lo stiamo chiedendo. Indubbiamente, non è solo una questione di “scarpa”, come qualche podista, distratto dalla foto che il buon Sawe esibisce, potrebbe essere indotto a pensare. Sawe ha corso con scarpe Adizero Pro Evo 3 (schiuma Lightstrike. Tecnologia Energ Rim, tomaia ultraleggera, battistrada in gomma Continenal). E’ la nuova Adidas,, dal peso di 97 grammi (!) e dal costo di 500 euro (altro !). Ma tutti gli appassionati della maratona sanno che la si prepara mediante tre blocchi di preparazione: abbigliamento, allenamento, alimentazione. Quindi scarpa, ma non solo. Parallelamente alla scarpa, bisogna considerare lo staff tecnico che ha seguito Sawe, con in testa Marco Berardelli, da Brescia. O meglio, dal centro che ha sede in Kenia. Si dice Marco Berardelli, però si deve leggere Gabriele De Rosa e poi Gianni De Madonna, che furono tra i primi ad intravedere negli atleti degli altipiani i futuri podisti eccezionali, perché eredi ancestrali di caratteristiche fisiche che li rendono oltremodo adatti alle corse di lunghe distanze. E se innovative sono le scarpe, e i sistemi di allenamento con carchi ciclici di lavori che oltrepassano di buon grado i 240 km settimanali, non è lo è da meno il settore alimentazione, con quella grande novità di alimentarsi in gara al fine di scongiurare la notoria crisi del muro della maratona al 30° km, assumendo regolarmente a gara in corsa buone dosi di carboidrati liquidi, fino a poco tempo fa bandite da qualsiasi preparazione alla maratona.

E’ in atto quindi una vera e propria rivoluzione-evoluzione nei criteri di preparazione per una maratona. Sawe è solo il più fulgido esempio. Rivediamo l’arrivo della maratona di Londra:

  • Sebastian Sawe, 1h 59’ 30”
  • Yomin Kejelcha, 1h 59’ 41”
  • Jacob Kiplimo, 2h 00’ 28”

Tra gli uomini, prima volta che i primi 3 corrono sotto il precedente record del mondo… Ma guardiamo anche le prime tre donne:

  • Tigist Assefa, 2h 15’ 41”
  • Hellen Obiri, 2h 15’ 53”
  • Joycilline Jepkosgel, 2h 15’ 55”

Tra le donne, prima volta che le prime 3 corrono una maratona sotto le 2 ore e 15’… Cose dell’altro mondo…

Cosa dobbiamo imparare da questi avvenimenti sportivi? Quello che già sappiamo, che il mondo va’ nella giusta direzione della scienza applicata alla realtà. Una realtà che deve essere il coronamento di una ricerca applicata alle umane possibilità. Non può esserci una realtà di eccellenza senza una base specialistica che la sostenga, così come non è auspicabile che qualsiasi realtà si avventuri semplicemente in un’impresa, sia pure con sincera passione, per sperare di ottenere risultati incredibili e replicabili. Dobbiamo capire che l’uomo va’ pure sulla Luna, ma solo al prezzo di dedicare all’impresa uomini e risorse specialistiche. Non dobbiamo farci prendere dalla tentazione di comprare scarpe da 500 euro… Meglio faremo se prenderemo esempio da tali storiche circostanze e le applicheremo alle nostre reali condizioni e possibilità.

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