Enzo Battaglia non c’è più

Tramite FaceBook son venuto a sapere che il mio amico Enzo Battaglia non c’è più. Era da tempo che non lo vedevo, né sentivo, perché d’accordo con la moglie, ogni mio approccio sia pure telefonico gli faceva aumentare il malessere di cui soffriva. Sapere che un amico non stava bene e non potergli stare vicino è stata una mia ultima dolorosa esperienza.

 

Ricordavo spesso a quando andò in prepensione e a quella sua richiesta di potersi allenare con me. Accolsi la sua richiesta con sincera soddisfazione. Spesso gli avevo rimprovato il suo allenarsi incostante, a fronte di una condizione fisica che faceva presagire altri risultati rispetto a quelli di cui poteva vantarsi. E lui mi aveva sempre raccontato la sua difficoltà a conciliare lavoro, famiglia e allenamenti. Ma ora poteva dedicarsi alla corsa… a tempo pieno! Era così entusiasta, che dovetti subito smorzare i suoi ardimentosi intenti… Gli dicevo, anzi gli raccomandavo, che i risultati podisti si ottengono in modo graduale. Infatti, lui tendeva sempre un po’ a strafare….

Per farla breve, nelle prime gare (su tutti i percorsi e anche fuori regione) gli feci da traino, ma nelle ultime arrivò perfino a superarmi! Poi, mi trasferii al nord, e gli amici mi dicevano di un suo calo di rendimento. Quando ne feci ritorno, lo ritrovai peggiorato sotto l’aspetto di quella malattia (che in parte già si era manifestata e che la corsa copriva), che gli antichi definivano di “malinconia” e che noi moderni chiamiamo “male oscuro”. Ripresi la frequentazione, a dire il vero, unendo ai suoi i miei acciacchi… Evidentemente, l’età anagrafica ha le sue ragioni che quella podista non riesce a comprendere.

 

Ora che Enzo non c’è più, mi ritrovo a pensare che per me c’è sempre stato e sempre ci sarà. Non è possibile che io non unisca ai miei personali ricordi la sua persona. Anzi, ricorderò sempre di quando lui veniva da me, per allenarsi, ed io da lui per fare la stessa cosa. E di quelle “varianti” in bicicletta, per andare al mare e per farci il bagno felici come due bambini.

 

Caro Enzo, impossibile dimenticarti…

 

 

 

 

 

 

 

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