La medaglia di partecipazione

Tutte le gare podistiche, per quanto riguarda l’arrivo, hanno in comune svariate cose: il ristoro, la maglietta della manifestazione (con data e logo di chi l’ha organizzata) e, soprattutto, la medaglia di partecipazione. Mentre le prime due sono destinate… ad un rapido consumo (specialmente il ristoro), ciò che in definitiva resta ai podisti che hanno partecipato alla gara è la medaglia di partecipazione.
Poi, con l’andar del tempo, si accumulano le gare e le stesse medaglie di partecipazione. Si pone quindi il “problema” della conservazione, anche perché la medaglia di partecipazione corrisponde ad un preciso ricordo, cioè ad un aspetto del tutto personale e si potrebbe dire anche intimo. Ma ogni podista ha un modo tutto suo di conservarle. Abbiamo notizie di cassetti che le contengono, di scatoloni, di strumenti simili a rastrelliere, ad appendi cravatte, insomma a tutta una vasta gamma di ritrovati.
Molto più grave, per così dire, è il caso che il podista in questione abbia partecipato nella sua lunga carriera a moltissime gare. La raccolta e la conservazione delle medaglie di partecipazione può occupare uno spazio magari sottratto a moglie o figli… Come ci si comporta in questo caso? Con serafica comprensione. Anzi, possiamo dire che la medaglia di partecipazione testimonia non solo di una gara effettuata, ma anche di una sana e partecipata condotta di vita con gli stretti familiari, che fra podismo e sentimentalismo si sono distinti per armonia di vita come solo lo sport riesce a realizzare.

