Attendiamo il parere di Voi Runners per…

Attendiamo il parere di Voi Runners per la 2^
Enjoy Run Memorial
Nunzio Simonetti
“Posso dire il mio parere anche se non ho corso? In fondo, bisognerebbe chiedere anche a chi non corre, ma assiste solamente. A volte, dall’esterno si vedono più cose… Ebbene, la gara è stata contagiosa, quindi bella, sotto tutti i punti di vista. Sono stato in ottima compagnia in un contesto molto bene organizzato. Basti dire che sono andato via con una certa riluttanza… Si è lamentato solo… il mio telefonino…, che non aveva campo.”
Di solito, non commento questi post, perché penso siano rivolti esclusivamente a chi corre. Ma forse mi sbaglio… Mi trae in inganno la parola “runners”… Comunque, in questa occasione mi è venuto spontanei commentare, perché oltre alla simpatia che mi lega ad Elvira, il post mi ha dato l’occasione di pensare a tutti quelli che gravitano all’evento podistico, pur senza correre; e nel contempo ad avvertire, mi sia consentito, un po’ di commiserazione a chi ne è totalmente estraneo, o per pigrizia o per ignoranza (i sedentari). Ecco, costoro debbono sapere che…
Esiste una categoria di cittadini che, a prescindere dalle loro condizioni sociali ed economiche, sono letteralmente felici almeno un giorno a settimana in coincidenza della domenica. Sapete chi sono e perché? Sono i podisti che partecipano ad una gara. Non pensiate che essi siano, per così dire, felici a metà, cioè che trascorsala mattinata, si ritrovino comunque immersi nella solita routine giornaliera, spesso grigia e monotona. No, la magia dura per tutta la giornata…
A dire il vero, la fibrillazione comincia già la sera prima; c’è tutto un mondo da preparare: gli amici con cui concordare la modalità del viaggio, lo zaino da preparare, il cenare controllato, l’andare a letto relativamente presto… E cose di questo tipo. Se voi per magia potreste osservare nei cuori dei podisti vedreste, l’ho scritto già, una certa fibrillazione: è l’adrenalina che comincia a fare capolino. Niente al cospetto del mattino, s’intende. Così come niente nel notare le prime auto con i passeggeri in tuta sportiva, alcuni dei quali si riconoscono e si salutano. E che dire della vista del pallone gonfiabile della partenza-arrivo… E’ un subbuglio di emozioni. E poi subito a prendere il pettorale, che si sistema sulla canotta della squadra di appartenenza con un fare che sa molto di religioso. Questo è l’unico momento diciamo “serio e silenzioso” del podista. Chi l’osserva, partecipa del gesto e, anzi, cerca di essergli di aiuto: “Ti servono degli spilli…? E poi il colpo della partenza. Chi li guarda, in un certo senso, corre insieme a loro, ne divide l’affanno, l’emozione, la gioia e tutto il resto. Così, nell’attesa degli atleti, ci si intrattiene con gli amici (Paolo, Franco, Gaetano…). Ma che dico amici…? La parola giusta è “fratelli”. Poi, eccoli, cominciano ad arrivare. I primi abbastanza isolati, gli altri più o meno in gruppettini.
E così, quando si va’ via, c’è sempre una specie di rimpianto. Però, c’è anche la consolazione che una settimana passa presto…!

