Caviale e tartufo nella dieta del podista

Fra le numerose tabelle alimentari utili al podista, spicca la mancanza del caviale e del tartufo: perché? Forse…, per il costo? Ma davvero?… Spiritosaggine a parte, facciamo una capatina nei loro paraggi, così per semplice curiosità e andiamo alla scoperta delle proprietà nutrizionali di questi due alimenti che, almeno in teoria, fanno parte della vasta gamma degli alimenti a disposizione per… “l’onnivoro” podista, che sia poi anche danaroso, auguriamocelo senz’altro.

Cominciamo dal caviale. In effetti, si tratta di uova di pesce, generalmente di storione. I maggiori… fornitori sono la Russia e l’Iran, ma in molti paesi, fra cui l’Italia, si stanno svilppando sempre di più dei vivai specializzati.  E’ un alimento molto nutriente ed energetico (255 Kcal), con limitate percentuali di carboidrati (3,3 g) e di grassi (15 g), ma con proteine che sfiorano il 30 %, con ottime percentuali di ferro, di fosforo, di sodio e con la presenza di preziose vitamine, come A, E, D e B12 ed, essendo essenzialmente pesce, con la presenza degli omega 3.

I problemi, per l’appunto, insorgono quando andiamo a verificare il prezzo: da 400 euro al chilo, fino a 1000 euro, sempre al chilo. Le confezioni variano da 10 a 100 grammi. Il Beluga è il più prezioso: 10 g = 67 euro; il meno caro costa intorno ai 16 euro, sempre nella confezione da 10 g.

Una volta acquistato, però, bisogna poi mangiarlo… Come prepararlo? E’ ottimo, e fa’ chic, sotto forma di tartine in antipasti prestigiosi; ma è buonissimo anche per guarnire piatti di pasta, o per contorni di secondi sempre a base di pesce o con salse di piselli.

Veniamo al tartufo. In effetti, è un tubero, un fungo ipogeo (cioè, si trova sotto terra). Non è facile trovarlo e solo il fiuto di cani bene addestrati… ne ha ragione. Comunque, il tartufo è in rapporti simbiotici con le radici di faggi, noccioli, querce e lecci. Una curiosità: l’Italia è al primo posto del mondo come paese esportatore di tartufi.

Il tartufo, essendo un alimento tipicamente vegetale, ne contiene tutte le ottime proprietà: ha un basso contenuto di calorie, un’ottima presenza di minerali, di fibre di aminoacidi e di vitamine (gruppo B e D). Ma è nel contenuto proteico che il tartufo rivela la sua… potenza: il 30% per ogni 100 grammi). A tal punto proteico, si ritiene, che il tartufo possa, se consumato abitualmente, affaticare il fegato, cosa comunque che ci sentiamo tranquillamente di scongiurare, dato il prezzo.

A proposito di prezzo, quanto viene a costare il tartufo al chilo? Circa 3.000 euro, soprattutto in riferimento a quello bianco, ritenuto più prelibato rispetto a quello nero.

Anche per il tartufo, si pone il problema di come cucinarlo… Di fronte a certi alimenti, si prova una sorta di soggezione… Grattugiato sulla pasta, o in tegame per enfatizzarne il sapore in ottimi secondi, sono le scelte culinarie che sembrano più appropriate. Attenzione però, poiché il tartufo è molto deperibile, va’ consumato subito dopo la raccolta…, pardon, l’acquisto!

Buon appetito.

 

 

 

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