Le cose da fare per correre male

A furia di ripetere sempre cosa bisogna fare per correre bene, in allenamento o in gara, si finisce forse di essere noiosi e di non sollecitare più la giusta attenzione, per il podista, e di non ottenerne quindi la necessaria attenzione e messa in pratica. Per una volta quindi, e per una volta soltanto, proviamo a fare il discorso all’incontrario, cioè cosa “non” bisogna fare per correre bene, o meglio, proprio per essere cattivi e scuotere le coscienze dei podisti, come si deve fare per correre male, non ottenere i benefici della corsa, come procurarsi degli infortuni, eccetera eccetera…

Allora, vediamo… Se la prima cosa da fare per essere un podista è munirsi di un paio di scarpe che siano adatte allo scopo, bisogna comprarne uno che non corrisponda per niente, sia alle nostre caratteristiche fisiche (peso e appoggio), che a quelle del percorso (asfalto o sterrato). Se poi costano un’ira di Dio, tanto meglio… Scendiamo nei particolari. Se, come spesso accade a tutti, podisti e non, siamo in sovrappeso, per correre male dobbiamo comprare un paio di scarpe leggere, diciamo una A2, tanto per intenderci, del peso massimo di 250 grammi e che non abbiano in alcun modo nessun potere ammortizzante. Così, sulle nostre articolazioni, sulla schiena, eccetera, cadranno tutte le problematiche del caso e la quasi certezza di contrarre un infortunio nella prima parte del nostro corpo più debole, quella che per prima subirà le conseguenze della scelta della calzatura. Molto probabilmente sarà la periostite a farsi sentire per prima: i muscoli delle gambe che non sono abituate a certe sollecitazioni, reagiranno col dolore alla novità. L’unica incertezza sarà costituita dal… lato prescelto dalla sorte: sarà la gamba destra o la sinistra? Ma poi, non preoccupatevene; tutte le altri parti saranno chiamate all’appello… Ah…, a proposito. Quando subentrerà l’infortunio, qualunque esso sia, sarà necessario fermarsi. Ebbene, durante tutti i giorni della degenza, mi raccomando, mangiate molto. In questo modo, aumenterete di peso e darete più energia al vostro corpo…, che deve riprendersi per guarire completamente. Infatti, come potreste pensare di guarire con un corpo debilitato dalla dieta per contenere l’aumento di peso? Non preoccupatevi se la vostra stazza aumenterà, tanto alla ripresa dell’attività potrete dimagrire quanto vorrete…

Proseguiamo nella disamina… Quando vi allenate, magari per preparare una gara in particolare, lasciate perdere la fase iniziale del riscaldamento. Non state a perdere tempo…, quello che avete a disposizione è già poco; tanto vale iniziare subito ad impegnarsi con il ritmo giusto, specialmente se si tratta di un “lavoro”: le cose vanno affrontate di petto! Se viceversa la seduta deve essere di corsa lenta, allora correre molto più a lungo del necessario. La gara che state preparando è una 10 km? Dovreste correre un’oretta? Corretene due…, e così state a posto…, e non se ne parla più. Dicevano i latini, “melius est abundare quam deficere”… Poi, sempre per quanto riguarda la preparazione della gara, riposate molti giorni prima della gara, non alla vigilia, perché dovete arrivare alla gara sotto tensione agonistica, non rilassati: quando l’organismo riposa, vorrebbe farlo sempre e costringerlo bruscamente a mettersi in moto, facilmente gli procura dello stress, il che è controproducente. Ma la gara che state preparando è lunga, magari una maratona? Bene, sappiate che si può correre anche una maratona al mese. Non ascoltate chi vi dice che è meglio correre due maratone all’anno, una in autunno e un’altra in primavera; costoro sono soltanto degli invidiosi: vorrebbero farlo, ma non ne sono capaci! Voi massacratevi con delle sedute settimanali che vadano ben oltre i 100 km complessivi…, e al posto del lunghissimo, fatevi la vostra bella maratona mensile: tutta la vostra muscolatura e tutti i vostri tendini…, vi benediranno…

Questo del” riposo”, o della corsa lenta “rigenerante”, è un’altra astruseria che circola fra i podisti. Si pensa e si predica la corsa lenta come il mezzo ideale di recupero dell’efficienza fisica compromessa da precedenti “lavori”; e inoltre, sempre la corsa lenta, permette una migliore vascolarizzazione, per non parlare dell’opportunità che da’ al podista di controllare e migliorare il proprio assetto di corsa, la tanto famosa e ricercata “postura”. Sarà…, ma è più verosimile pensare che con la corsa lenta, a volte lentissima, vadano persi tutti i progressi maturati duranti i giorni di corsa impegnata, perché si induce l’organismo a rilassarsi e a non produrre le endorfine, oppure le sostanze deputate al rinvigorimento delle fasce muscolari, facendole attecchire.

Ulteriore aspetto non sempre valutato nella sua interezza, è l’abbigliamento. Quante volte vi è stato detto che sudare molto è controproducente, perché serve solo ad aumentare il senso di spossatezza e che basta bere un bicchiere d’acqua per riguadagnare il peso perduto? Sciocchezze: sudare molto aiuta a perdere peso e per riguadagnarlo occorrono vari giorni di abbuffate. Per cui, copritevi con un k-way, indossate qualche maglia in più nei mesi freddi, mentre in quelli caldi ne basta una ma di lana…, e correte spensierati. La stanchezza che magari sentirete, sarà niente al confronto dei benefici che ne avrete.

Altri particolari si potrebbero aggiungere, ma non vogliamo sembrare esagerati. Però, un’ultima cosa ci “corre” l’obbligo di dirla. Abbiamo cominciato questa rapida rassegna con le scarpe. Ma ogni quanto si devono sostituire le scarpe? Le case produttrici, i tecnici e gli esperti in generale, ci dicono che al massimo le scarpe vanno dismesse, più o meno, dopo un 500 km. Altra baggianata: hanno omesso uno zero… Le scarpe possono durare tranquillamente anche 5000 km, almeno fino al punto che la suola si scolli dalla tomaia, fino a quando cioè il piede non tocchi terra. La verità? Tutti spingono per il ricambio affrettato, per vari motivi: le case produttrici, perché vedrebbero depauperate le loro risorse economiche; i tecnici e gli esperti in generale, perché smetterebbero di darsi delle arie… E poi, ragazzi, diciamocelo francamente: le scarpe, con quello che costano…!

 

 

 

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