Grazie podismo

Il podismo è l’amore mio. Lo so da almeno una trentina d’anni. Però, non me lo so spiegare. Proverò con questo scritto, sapendo già in anticipo che non ci riuscirò. Ad essere precisi, non ho intenzione di spiegare l’amore, la passione per il podismo, ma il perché. Procederò per esclusione, quindi. Non vorrò cercare di spiegare cos’è l’amore in senso lato; molte persone più qualificate di me l’hanno già fatto. Non vorrò neanche capire la passione in senso stretto, quella cosa che mi spinge verso una determinata direzione. Mi concentrerò solo sul “perché” di questa mia condizione, che mi accompagna da così tanto tempo.

Amore in senso lato. E’ quella condizione che ci spinge verso l’altro. Se non siamo in relazione con un’altra persona, bene o male che vada, non ci può essere amore. Può darsi che si ami di più o di meno, o che solo io o solo l’altra persona ami veramente, comunque sia si ha bisogno di qualcuno e non si può essere da soli. Non è quindi amore in senso lato il mio amore per il podismo, perché io posso tranquillamente correre da solo, anzi a volte lo preferisco.

Amore come passione in senso stretto. E’ quella condizione che ci spinge verso qualcosa, non necessariamente verso qualcuno. Se non possiamo ottenere il raggiungimento di queto qualcosa (potremmo anche vederla come un’attività rapportabile al podismo) ne soffriamo terribilmente, tanto da sembrarci impossibile la vita. Non è allora neanche questa, la passione in senso stretto, perché senza podismo, durante la giornata, posso e devo stare: non posso correre mica per 24 ore.

Ma allora perché corro? Bisogna che ragioni bene. Corro per amore? No. Corro per passione? No.

Corro perché sento di far parte della Natura. Concordo con Voltaire:

“L’amore è una tela fornita dalla Natura e abbellita dall’immaginazione.”

Tradotto, significa che io sento di far parte della Natura, ne sono cosciente, e rivesto la mia sensibilità con la mia fervida partecipazione. E’ amore questo? Può esserlo, perché in questo atteggiamento c’è solo gioia di vivere. Come diceva Aldo Palazzeschi:

“L’amore, di qualunque specie, non è mai triste.”

Ma una vita trascorsa così, sulla base di un’ottimistica visione della vita, non potrebbe causare dei problemi? No, diceva Franz Kafka:

“L’amore non è un problema, come non lo è un veicolo: problematici sono soltanto il conducente, i viaggiatori e la strada.”

Come dire, non è un problema, il problema: è la vita stessa. Se essa non fosse così problematica, cioè ricca, sarebbe una noia insopportabile. Ecco perché l’amore, pur causandoci spesso sofferenze, sempre lo ricerchiamo. E’ questa ricerca che ci permette, poi, di essere in pace con noi stessi. Forse, alludeva a ciò Jimmi Hendrix, quando diceva:

Quando il potere dell’amore supererà l’amore per il potere, allora si avrà la pace.”

Ho ragionato bene? In conclusione: “Corro perché sento di far parte della Natura, che rivesto della mia gioiosa immaginazione, che mi fa’ stare in pace con me stesso e con il mondo intero.”

Grazie podismo.

 

 

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