Mantenimento estivo nel podismo

Mi è stato chiesto: “Peppe, ma è vero che durante l’estate si deve fare solo mantenimento?” Ho risposto: “Sì, però bisogna mettersi d’accordo su alcuni particolari, non affatto trascurabili…”

L’amico in questione era “reduce” da un fitto dialogo on line con altri podisti, circa la difficoltà di allenarsi con il gran caldo del periodo e con la storica mancanza di gare estive. Indubbiamente, i presupposti di “tirare un po’ i remi in barca” ci sono tutti, ma forse è meglio riflettere su alcune questioni che ineriscono più in generale la “condotta estiva” dei podisti.

Ricordiamoci che siamo degli amatori, non dei professionisti, e che quindi non riserviamo il periodo estivo alle gare nazionali e internazionali, che tra l’altro si disputano su pista e non su strada… Detto questo, in una qualche misura è giusto e perfino opportuno affrontare il periodo estivo con l’intento di recuperare energie, sia fisiche che psichiche. Non a caso nei mesi di luglio e di agosto si va’ in vacanza, cioè si riposa (la “vacatio”, per i latini, era il “vuoto”, il “riposo”). Come si usa ripetere nei tempi moderni, “bisogna ricaricare la batteria”, oppure “staccare la spina”. Sia come sia, il riposo deve… occupare il primo posto sul podio… Però, attenzione, non si deve troppo riposare…, ne va’ del futuro recupero; si può pagare lo scotto di un periodo di rigenerazione troppo prolungato, che può rendere molto problematica la ripresa, specialmente nei podisti di una certa età.

Per cui, il consiglio che ho dato all’amico è quello del mantenimento, certo, però declinato in un certo modo. Innanzitutto, gli allenamenti. O di mattina presto, o di inizio sera. Meglio di mattina presto, dato che il sonno notturno estivo è sempre difficoltoso… Tanto vale uscire a correre appena comincia a dissolversi la notte, perché poi alla pennichella estiva pomeridiana non si può fuggire… D’altronde, durante i mesi di luglio e di agosto, le poche gare in calendario si svolgono sempre di sera, magari in occasioni delle sagre paesane o delle festività dei patroni dei luoghi. Allenamenti mattutini, quindi, svolti al ritmo di corsa lenta e una volta a settimana di corsa media o di un blando progressivo. E sempre una volta a settimana, quando di sera non si gareggia, un bel lunghetto di una quindicina di km non guasta, anzi occorre per sollecitare le capacità aerobiche e cardiovascolari.

E le gare? E i “lavori”? Ecco, poiché il caldo la fa’ da padrone, bisogna rinunciare ai “lavori”, ma non alle gare… Nel senso che è meglio far coincidere i “lavori” con la partecipazione alle gare. Ecco perché ci si allena al mattino, con una seduta a settimana di corsa più briosa; per non smettere del tutto le sollecitazioni tipiche della corsa impegnata; salvo poi utilizzarle nel momento della gara; esse saranno pronte alla richiesta, perché risulteranno fresche e riposate, ma non abbandonate…

All’amico in questione, accennavo alla possibilità di andare a gareggiare anche fuori regione. Data la penuria di gare estive, non si deve trascurare la possibilità di qualche “trasferta”, magari dopo un periodo di una quindicina di giorni di mancanza-gare, che si può definire anche come un lasso di tempo in cui si è stati in vacanza… Giusto?

 

 

 

 

 

 

 

 

Potrebbero interessarti anche...