Correre con il caldo

Arrivata l’estate, ogni podista si trova al cospetto di una situazione climatica particolare che lo induce a riflettere non poco su come, quanto e dove correre il che, tradotto per i non addetti ai lavori, significa programmare in maniera differente gli allenamenti e le gare, tenendo in debito conto le temperature piuttosto elevate del periodo. E se a qualcuno, certamente non aduso alla pratica podista la situazione non fosse ancora sufficientemente chiara, significa pensare a come “correre con il caldo”.

Scartata l’ipotesi che si possa o si debba smettere di correre durante l’estate, che si debba andare in ferie (correre non è come lavorare…), il podista amatore penserà di finalizzare un periodo di preparazione utile ad affrontare in settembre le classiche gare domenicali, le 10 km, le 21 km e perfino potrà allenarsi per partecipare ad una maratona autunnale. Naturalmente, qualsiasi tipo di gare a cui intenderà iscriversi richiede un’attenzione costante, anche in un periodo particolare come quello estivo durante il quale può capitare di avvertire un certo calo di tensione agonistica. L’importante è sapersi gestire e correre in maniera oculata per i due mesi fatidici, inserendo gare e allenamenti improntati al periodo e alle intenzioni programmatiche.

Innanzitutto, anche se non è il caso di dirlo, bisogna evitare di correre nelle ore più calde, meglio privilegiare le prime ore del mattino e quelle serali. Per quelli che sono già abituati a correre al mattino o alla sera, nulla quaestio, ma per quelli che cambiano l’orario di allenamento la cosa potrebbe risultare come un utile diversivo, un’interessante novità, da salutare quindi come uno dei tanti motivi positivi che la corsa comporta. Poi, ovviamente, bisogna pensare di ridurre la quantità degli allenamenti, basandosi maggiormente sull’aspetto della qualità. Se ad esempio, si vuole preparare una 10 km per settembre, la tipica seduta occorrente di corsa media di 45’ circa, dopo il riscaldamento, sarà tranquillamente di 30’, una volta fatto il riscaldamento che, dato il caldo, non sarà di 20’, ma di 10’, considerando che con il  caldo il corpo non necessita di tutto questo canonico riscaldamento. Se invece si pensa di partecipare ad una gara lunga, anche ad una maratona, volendo attenersi sempre al tipico caso della corsa media, non si dovrà mai superare l’ora di corsa impegnata. E a proposito di “lungo”, la corsa lunga in estate non dovrà essere molto “lunga”; saranno eventualmente, a seconda dei casi, sufficienti due sedute di corsa lenta e lunga ogni 15 giorni di circa 1h e 30’.

Per mantenere abbastanza elevato il livello della qualità degli allenamenti, sia per le gare corte che per quelle lunghe, basterà ridurre nel primo mese estivo, i minuti di velocità delle ripetute, che saranno di conseguenza di 200m o di 400m; nel secondo mese potranno “allungarsi” ai 600m e agli 800m, ma in nessun caso ai 1000m. Una valida alternativa per un allenamento di velocità nel periodo estivo è il fartlek, che non a caso significa “gioco di velocità”. Mentre, se si volesse sollecitare la potenza muscolare, nel breve, cioè non volendo percorrere molti metri, è possibile pensare di affrontare qualche seduta di sprint in salita. Il numero di queste prove ripetute crescerà, come è facilmente intuibile, durante il secondo mese estivo.

Molte interessante, e proficuo, sarà partecipare alle numerose garette estive, quelle allegre e festaiole, fatte di sera, magari in collina con il fresco; sono ottime per mantenere in allenamento tutta la biomeccanica della corsa e l’efficienza muscolare, con in più il dato importantissimo del divertimento assicurato!

Buona estate da “podisticamente.it”.

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