Allenarsi col tempo incerto e frescolino

Come tutti ormai abbiamo imparato ad osservare, non ci sono più i tempi di una volta. Non ci si riferisce alle cosiddette “mezze stagioni”, no, ma a quelle tipiche mattinate di fine estate in cui si deve correre e non si sa bene cosa indossare, dal momento che si avverte dalla sera prima una certa effervescenza, non nei muscoli, ma nell’atmosfera… Così, un povero podista che deve correre l’indomani, non sa bene cosa prepararsi la sera prima in quanto a indumenti. Deve stare molto attento, perché una sia pur lieve freddatura potrebbe compromettergli qualche mese di seria e oculata preparazione in vista di una determinata gara. Ma anche, perché no, per godere ancora per lungo tempo l’invidiabile situazione psicofisica che tutti i sedentari gli invidiano…
La prima cosa a cui si pensa, è il busto. Relegata ormai in un cassetto la tanto amata canottiera, che ci ha tenuto compagnia per lunghe mattinate spensierate, ci si domanda se la maglietta a maniche corte possa ancora bastare. Forse no, non più. Maglietta a maniche lunghe? E se fosse troppo presto? Magari di primo acchito ci farebbe comodo, ma se poi dopo qualche km si comincia a sudare copiosamente? Indossarne due e risolvere il problema? Potrebbe essere la soluzione. Però, ad una più attenta riflessione, la migliore soluzione possibile sembra essere quella del classico smanicato. Spieghiamo il perché. In casi come questo, cioè in uscita dal tempo incerto, è meglio equipaggiarsi con indumenti a cipolla, come si faceva al tempo delle uscite scolastiche: ci si protegge adeguatamente e, in caso di improvvisa inclemenza atmosferica, ci si può facilmente liberare dell’ingombro, magari mantenendolo in una sola mano, o avvolgendolo in vita.
Le altre cose che servono per correre, calzini e pantaloncini, possono ancora essere usate normalmente: i piedi e le gambe sono più abituate a muoversi e quindi si riscaldano per così dire in modo autonomo… Ci vuole ancora un po’ di tempo, e di freddo dichiarato, per passare a calzini più pesanti e alla calzamaglia. I podisti corrono con la testa e, salvo lievi tentennamenti, sanno come comportarsi in questi casi. E a proposito di correre con la testa… Forse, in queste mattinate un po’ più fresche del solito, sarebbe il caso di munirsi di qualche fascetta tergisudore, per non far “correre” alla parte del nostro corpo che ci induce ad uscire normalmente al mattino presto.

