Le classifiche delle gare podistiche

Una nuova amica podistica, bella e brava, mi chiedeva stamattina se io avessi tutte le classifiche delle gare podistiche, avendo lei visto su di un social, una.., certa mia disposizione a pubblicarle… Le ho risposto, in modo spontaneo e sincero, “alcune”, destando tra l’altro l’incredulità di un altro amico, questo brutto e scarso…, il quale in un modo altrettanto spontaneo e sincero ha detto: “Seh, seh… Chill’ è tene tutt’ quant’…”. Tornando a casa, ho ripensato a questo argomento… In effetti, anche le classifiche delle gare podistiche soggiacciono alle vicende umane, con una loro storia ed evoluzione. Quasi quasi, mi son detto, mi permetto di scrivere qualcosa al riguardo, visto che qualcuno, nella multiforme e foltissima popolazione podistica, mi considera del tutto ingiustamente un’autorità in materia.                                                                     

Intanto, bisogna subito notare che per classifiche di gare podistiche non s’intende più come una volta, ai primordi delle manifestazioni di Atletica, ufficiali o ufficiose, la classica determinazione sul podio dei primi tre. Ormai, al pari dell’aumentato numero dei partecipanti alle gare, per fortuna è il caso di aggiungere, molti e molti podisti verrebbero inevitabilmente inseriti nell’oblìo, questo fin dalle primissime gare. In effetti, storicamente parlando, la redazione delle classifiche ha seguito per così dire il passo dei tempi. E non poteva che essere così, ovviamente. Si è passati alla trascrizione a mano su dei foglietti volanti, curati da un giudice sulla linea del traguardo trasmessi a un altro in un locale a parte, alla rilevazione elettronica tramite chip. Si capisce quindi come la conservazione delle classifiche denoti lo scorrere del tempo, per usare un’immagine metaforica.

Fatta quest’ampia e doverosa premessa, di scuola oserei dire, v’è da aggiungere che la ricerca delle classifiche, la loro più o meno reperibilità, riflette anche il grado di atteggiamento mentale di ogni singolo podista. Ad esempio, io conservavo le classifiche che il mio presidente di società portava con sé nell’assemblea annuale degli iscritti. Spesso erano classifiche che gli arrivavano dalla Fidal, o dalla compiacenza di amici colleghi presidenti di altre società che avevano organizzato la gara specifica nel loro territorio. Voglio dire che quando i mezzi tecnologici avanzati che caratterizzano la nostra vita moderna non c’erano, qualcuno può avere avuto l’idea o magari l’abitudine di vita, di conservare quello che a lui non può che sembrare un documento della sua vita, una riconferma di un ben determinato e consolidato stile di vita, nonché d’approccio dal punto di vista metodologico nel commisurarsi al presente.

Ecco perché stamattina sono stato spontaneo e sincero nel dire “alcune”, perché è proprio così. Ho qualche classifica del passato, quelle che non sono andate perse nei passa mano dei presidenti, e quelle che negli ultimi anni riesco a reperire on line, grazie al computer, avendo la pazienza di non arrestarmi al primo link…

Infine l’amica, complimentandosi con me, mi chiedeva affettuosamente se io non fossi nostalgico, per questo possesso di classifiche. Le ho risposto di no, perché il passato ci fa’ comprendere come dobbiamo essere nel presente e, soprattutto, come possiamo organizzare il nostro futuro.

                                                                                                                                       

 

 

 

 

 

 

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