Quelle gambe sporche di fango

Una foto di qualche anno fa, indicante un podista in azione in una gara di cross, con le gambe sporche di fango, ci sembra possa rappresentare bene la crisi di risultati che ormai “attanaglia” l’Atletica Leggera nel suo complesso e che “abbaglia” (e non solo per fare rima) il mondo podistico degli amatori in generale. Potrebbe essere per entrambi, però, un’immagine di “prospettiva”, anche alla luce della sconvolgente presenza del Covid-19… Spieghiamo perché.                                       

Innanzitutto, la foto inerisce la tecnica di corsa… Correre bene significa predisporre l’organismo alle migliori capacità fisiologiche, per cui si deve curare la primissima fase di una qualsivoglia  programmazione mediante un opportuno ed efficace potenziamento delle gambe. Sorvolando per il momento sui vari tipi di balzi che servono alla bisogna, il cross rappresenta un ottimo espediente per ottenere i benefici di cui sopra. Nel percorso ovviamente accidentato di una corsa campestre, fatto di sterrato, terreno sconnesso, curve repentine, dossi improvvisi, fossati, pozzanghere e chi più ne ha più ne metta, tutti gli apparati, ossei muscolari e tendinei, sono sottoposti alle “migliori” sollecitazioni. Potremmo dire, potenziamento allo stato naturale. Ma non solo. Ne beneficia anche il corretto stile di corsa. Pensiamo ad esempio al lavoro che è costretta a fare la caviglia nell’atto dell’appoggio e della rotazione del piede nel bel mezzo di un terreno irregolare, erboso o fangoso che sia. Non solo. Ne beneficia anche l’appoggio in avampiede, specie se il podista usa le chiodate, perché essendo queste scarpe più rigide nella parte dove alloggiano i chiodi, si ha inevitabilmente la tendenza ad evitare di fare leva sul tallone, rendendo pertanto la corsa più logica e fluida.

Allora, si dovrebbero moltiplicare le gare di cross, per tutti, atleti professionisti e semplici amatori. Ovviamente, andrebbero incentivati i luoghi deputati allo svolgimento di queste importanti e utili competizioni e la Fidal dovrebbe farsi carico di incentivarle, mediante proposte che esulino dai normali canoni propagandistici, aprendosi ad esempio anche a sponsor. Soprattutto in questo periodo di Covid-19, in cui giustamente e preventivamente si sono quasi bloccate le iniziative che riguardano le gare su strada. Inoltre, i cross facevano (e dovrebbero tornare a fare…) corollario essenziale di ogni programmazione podistica della cosiddetta “preparazione invernale”, per cui ci troviamo ormai alla “vigilia” di tale periodo…

Quindi, “quelle gambe sporche di fango” ci riportano in un certo qual modo alla quintessenza del podismo, a quello sforzo che si compie, misto di sofferenza e ricerca di miglioramento stilistico, che sta alla base del valore formativo di ogni uomo ed atleta.

 

                                                                                                                                       

 

 

 

 

 

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