L’Atletica Leggera al centro del mondo nuovo

Perché non dovremmo immaginare un mondo nuovo nello sport, e quindi nell’Atletica Leggera, causato dallo sconvolgimento generale per la pandemia del Covi-19? Non potrebbe significare, questo terribile flagello, l’occasione di una svolta per attuare finalmente alcune politiche aventi come elemento centrale il valore altamente formativo di tutti gli sport e soprattutto quindi quello  dell’Atletica Leggera? In un periodo come l’attuale, dove si alternano sensazioni di sconforto e tentativi di reazione, non potrebbero scaturire idee e forze nuove in grado di suscitare nella società un senso di rinascita?                                      

Sì, prendiamo l’Atletica Leggera, non a caso definita la “regina” degli sport.

Tutti stanno a dire che fra i settori trainanti della nuova economia ci dovrà  essere senz’altro l’eco-sostenibilità, ad esempio che si dovrà passare nel più breve tempo possibile all’auto elettrica. In tale contesto, è del tutto evidente che allo sport spetterà un ruolo di primo piano… nella programmazione economica del nostro Stato. Nel senso che molte più risorse dovranno essere destinate allo sport. E poiché per far funzionare un settore occorrono strutture, si dovranno prima di tutto finanziare adeguatamente le iniziative volte alla costruzione e alla manutenzione di stadi, vecchi e nuovi. E’ possibile ipotizzare che si potranno essere in avvenire tanti stadi quante città italiane. In un certo senso, sarebbe la continuazione della formazione scolastica primaria e secondaria, ovviamente obbligatoria, durante la quale ogni singolo cittadino avrebbe… oltre al banco la palestra…! Ma dopo, avrebbe lo stadio… sotto casa… Ovviamente, gli stadi sarebbero equiparati a delle vere e proprie aziende, alcune pubbliche, altre private, con dipendenti assunti per concorsi e titoli, come oggi avviene per accedere alle carriere nella pubblica amministrazione. Le risorse occorrenti a questo piano, andrebbero sottratte all’evasione fiscale e alle spese militari, senza contare gli incentivi statali e gli ingressi di investitori privati. Naturalmente, usufruire di uno stadio comporterà un “costo di un biglietto”; si fa’ così, quando si vuole godere di uno spettacolo o di un servizio… E ci saranno anche degli orari entro cui accedere. Ad esempio, si dovrà distinguere fra atleti professionisti, o semplici amatori. Al mattino, verosimilmente, accederanno agli impianti i primi, mentre ai secondi saranno riservate le ore pomeridiane, se non proprio serali. Tanto per fare un altro esempio, sia al mattino che nelle altre ore di allenamento, non si potrà correre nelle prime due corsie, per consentire a qualche podista di poter svolgere allenamenti mirati. E le gare? Entro ogni stadio sarà affisso un calendario delle gare, a carattere federale, durante le quali le normali attività saranno o temporaneamente sospese, o regolamentate in modo diverso dal solito, soprattutto quelle di fondo (i 10.000 metri soprattutto): sarà consentito un limite di almeno 50 atleti, distribuiti con gli accrediti, e si svolgerà una gara ogni due ore.  La partecipazione degli sponsor sarà contraddistinta anche dal pagamento delle gare, al termine delle quali si procederà con le premiazioni di categoria per i primi tre atleti risultati al controllo generale dei chip. Poi, la pratica suggerirà gli opportuni provvedimenti da adottare per perfezionare i vari meccanismi.

Utopia? Fantasticheria? Immaginazione spinta fino all’inverosimile? Chissà….

                                                                                                                                       

 

 

 

 

 

 

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