Le gare podistiche, ieri oggi e domani, al bar

Tutti noi podisti siamo in attesa che finisca questa storia del Covid-19 e che si possa ritornare a gareggiare. Non si parla d’altro, al bar… Se qualche mese fa era difficilissimo intrattenersi con un argomento che non fosse una gara, precedente o successiva, ora si è quasi costretti a inventarsene di nuovi, e non propriamente podistici, quali il tempo (atmosferico, non… quello cronometrico), la salute dei familiari, la notizia politica del momento e cose di questo tipo, cose alquanto vaghe, per noi podisti, che infatti affrontiamo con serafica svogliatezza…

io – Buon giorno a tutti. C’è un caffè per me…? (Sono in leggerissimo ritardo).

Paolo – Come no?! (E si avvia al banco).                                       

Ciro 1 – Prof., tutto bene?

Ciro 2 – Prof., che piacere!

Nellone e Michele – Ciao, prof., finalmente! E’ da un po’ che non vi vediamo.

io – Sapete com’è?, gli impegni del pensionato, la casa, la spesa, il nipotino…

Ciro – Toh, guarda chi c’è… Vieni, vieni, Nellino…

Nellino – Ciao, prof., ma ste gare… Secondo voi, si fanno o no? Voi avete esperienza…

io – Purtroppo, nessuno aveva esperienza di questa cosa…, purtroppo… Siamo stati tutti presi alla sprovvista… Certo, ci sono problemi ben più gravi del nostro… Però, per noi comunque è un problema…, il non poter gareggiare. Ci eravamo abituati a farlo e non… siamo abituati a non farlo… Tuttavia, io credo che uno spiraglio ce l’abbia fornito… il calcio… Sono in tanti a correre, a scontrarsi, ad abbracciarsi…, senza mascherina…!

Ciro 1 – Sì, però là ci sono i soldi…

Io – Lo so…, ma ciò non toglie che è stata aperta una possibilità, come in effetti i protocolli Fidal testimoniano… Mi riferiscono alle “misure di distanziamento”, negate ai calciatori e concesse ai podisti… Ci sarebbero tutte le possibilità di una presa di posizione ufficiale da parte della nostra federazione, se non del Coni stesso. Ma come si fa’, nei fatti, a disattendere il principio della diffusione della pratica sportiva? Correre per strada. liberamente, non è la stessa cosa che correre in gare “regolarmente costituite”, con tanto di indotto al seguito, che poi sono i famosi soldi…

Nellino – E come si potrebbe fare, secondo voi, prof.?

io – Vanno bene le iscrizioni on line, va’ bene il pettorale arrivato a domicilio, per evitare assembramenti. Ma già non si va’ bene se si parte a scaglioni e con le mascherine, sia pure per i primi 500 metri… Nella richiesta di iscrizione, deve essere contenuta la dichiarazione di negatività al Covid-19…, alla stessa stregua del certificato medico rilasciato da un medico sportivo per poter svolgere l’attività agonistica.

Paolo – E se poi si verifica qualche contagio…?

io – I contagiati, cioè i podisti che sono stati… a monte responsabilmente civili attestando la loro negatività al Covid-19, saranno altrettanto responsabilmente civili, loro con i propri “congiunti”, a starsene in quarantena. Altrimenti, qua non se ne esce. Lo dico anche dal punto di vista, per così dire, “economico”, per i tutti i settori lavorativi. Ed anche, ad esempio, nel mondo scolastico. Se un alunno, fatte salve tutte le misure, risulta positivo, che fa’?, va’ in quarantena tutta la scuola? In altri termini, con questo Covid-19, dobbiamo rassegnarci, dobbiamo convivere come minimo un paio di anni. Ma convivere non deve significare paralizzarsi; convivere deve significare, almeno temporaneamente, assumere atteggiamenti nuovi, e per certi aspetti noiosi, che possano però permetterci una parvenza di normalità. A piccole dosi, a dosi parziali se vogliamo, ma di normalità.

 

     

 

 

                                                                                                                                       

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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