Il contraccolpo fisiologico

Un podista, anche abbastanza esperto, può capitare si avventuri in un programma di allenamenti che un po’ esula dai suoi standard abituali, per cui andrà inevitabilmente incontro ad un caso di reazione fisiologica, tale da procurargli notevoli difficoltà, oltre ad una considerevole dose di stanchezza. Cosa gli è successo, in particolare? Gli è successo che ha dimenticato, o ha voluto dimenticare, forte di una condizione generale molto soddisfacente, che… nulla avviene per caso e nulla avviene senza lecitamente aspettarsi una qualche reazione fisica. Anzi, è proprio la buona condizione generale che ingenera nel podista l’intima convinzione che possa sostenere un carico di allenamenti quasi del tutto nuovo, o comunque a cui da anni non si è sottoposto. Egli, nell’intimo, si dice che dovrà combattere con una dose notevole di stanchezza, perché le fibre muscolari e i tendini non sono sollecitati al riguardo da molto tempo, ma che per questo motivo inserirà nella sua programmazione di allenamenti mirati qualche giorno in più di scarico, se non proprio di riposo assoluto, per favorire la rigenerazione complessiva. Però, è qui che sta il problema.

E’ stato detto che il podista in oggetto è esperto, quindi verosimilmente non più giovanissimo… Spesso, cioè quasi sempre, non c’è corrispondenza fra età podistica ed età anagrafica… La seconda determina uno sbilanciamento…, nel senso che, posta la “bilancia del rendimento”, sui due piatti, età podistica ed età anagrafica, la seconda è… più pesante, che piaccia o no ci si deve rassegnare…, e prendere le opportune precauzioni. Forse, la più importante è attendere dall’organismo una risposta negativa che qualche giorno di riposo oltre l’auspicato potrebbe non bastare.

Prendiamo il caso di un fondista, anche maratoneta, che voglia cimentarsi (dopo molti anni in cui la gara più “corta” a cui ha partecipato è la classica 10 km su strada) in gare di mezzofondo veloce (800, 1.500, 3.000 metri), dovrà sottoporre le sue fibre muscolari ad uno stress insolito e magari sopito, con in più l’aggravante dell’età anagrafica; a costui non basterà, lo si capisce facilmente, inserire in tabella due o tre giorni di riposo, ma dovrà effettuare un “parallelo temporaneo”, del tutto equivalente ed omogeneo, fra i giorni di corsa “insolita” e i giorni di corsa di rigenerazione. In altre parole, che fa’?, “lavori” di velocità in un miniciclo di un paio di settimane? Ebbene, dovrà effettuare un analogo periodo di corsa lenta.                                  

Altrimenti? Nessuna tragedia, per carità. Però, dovrà registrare una certa difficoltà ad esprimersi ai suoi normali livelli, con il rischio di demotivarsi e di “sollecitare” qualche parte anatomica già di per se dolente, che non aspettava altro, per… pretendere una maggiore attenzione…!

                                                                                                                                       

 

 

 

 

 

 

 

 

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