L’allenamento di richiamo

Non pensavo di avere tanto seguito, fra gli amici, in quanto alla mia (quasi presunta…) competenza podistica. Ma tant’è…, in questi giorni di calura estiva, appena ne incontro uno, di questi amici, rimbalza subito la confidenza dello stare in difficoltà nella corsa, del sentirsi fiacco e del magari sospettare che si tratti di una qualche sua specifica deficienza. Niente di tutto questo, mi affretto a dire, è solo una questione per così dire stagionale. Basta bere un po’ più di acqua (non gassata) e mangiare cibi leggeri ma nutrienti, soprattutto frutta fresca di stagione e verdura, con qualche buon gelato o sorbetto a chiudere… il menù. Ovviamente, a latere, qualche integratore a base di potassio e di magnesio, in dosi… consentite, non guasta. Ma per ripristinare una buona efficienza muscolare, o almeno avvicinarsi a quella che si aveva, non c’è niente di meglio di un allenamento di richiamo.

Cos’è un allenamento di richiamo? Essenzialmente, è un sollecito delle capacità coordinative nel momento della spinta elastica della falcata. La sua necessità, o utilità, si avverte tutte quelle volte che si è praticata per troppo tempo la corsa lenta. Infatti, i tipi di corsa che si vuole “richiamare”, perché nel frattempo un po’ sopiti, sono la corsa media e quella veloce, soprattutto quest’ultima. I motivi per cui si è corso per troppo tempo ad un ritmo di corsa lenta, possono essere gli allenamenti di fondo lento per una maratona, i tempi di recupero dopo un infortunio, oppure l’impossibilità dovuta a problemi di lavoro o inclemenze atmosferiche. Un altro motivo è caratterizzato dal periodo estivo. Sembra un paradosso, ma non lo è. Durante tale periodo, a ben vedere, non è consigliabile effettuare molti lavori anaerobici, data l’elevata temperatura. Di solito, si rimanda alle garette estive serali la corsa per così dire lattacida, quella che è… tutto il contrario della corsa lenta. Ma se avviene, come in quest’ultimo periodo (causa lock down), una totale mancanza di gare, viene fuori il problema di dover fare troppe corse lente e la necessità quindi, di tanto in tanto, di effettuare un allenamento di richiamo.

D’accordo, ma come fare un allenamento di richiamo? Esiste una metodologia, un sistema, una casistica? In linea di massima, no. Tutto si riconduce, come sempre, alle reali e magari temporanee condizioni del soggetto interessato. Tuttavia, il caso più frequente sembra quello di risvegliare le capacità della corsa veloce in un periodo appena precedente l’effettuazione di una maratona, o di una Mezza, o di una particolare gara dall’insolito percorso (quale potrebbe essere ad esempio una corsa in montagna) nel quale evidentemente sono stati enfatizzati i ritmi della corsa media o comunque quelli aerobici. Per cui, dopo l’ovvio riscaldamento, una corsa progressiva non troppo corta né troppo lunga, o una piccola serie di variazioni con un minimo di recupero, può servire allo scopo, cioè far ricordare alle fibre muscolari, nonché alla mente, tutte le sensazioni e le movenze della corsa veloce; si badi, senza caricare eccessivamente l’organismo, pena un insensato affaticamento che potrebbe nuocere non nell’immediato, ma nello svolgimento della gara in questione.            

                         

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