L’esibizione corporea nel podismo

 

Sgomberiamo subito possibili fraintendimenti… Noi diciamo “esibizione corporea nel podismo”, nel senso che vogliamo per un attimo, solo per un attimo, soffermare la nostra attenzione su di un aspetto che esiste, nel vasto panorama podistico (notate la… banale allusione…, il “panorama” è quello che si vede…). Ci “corre” però l’obbligo di precisare che intendiamo escludere da questa “innocente osservazione” tutti quei podisti di livello, professionisti o amatori di èlite, in grado di correre i 200 metri, intorno ai 25’, i 400 metri in 50” circa, i 1,500 m sotto i 4’, i 10 km in non più di 33’, una Mezza in almeno 1h e 10’, la maratona non oltre le 2h e 30’. Costoro, su pista o su strada, si allenano così tanto, ma così tanto, che quasi quasi non badano a ciò che indossano (fatta eccezione, ovviamente, per le scarpette adatte…). Quindi, esibizione non in quanto ostentazione.

Infatti, a… un occhio più o meno esperto, un podista si rileva alla sua prima apparizione…, in base soprattutto a ciò che indossa. Siamo in estate? Se il podista in oggetto (maschio o femmina è la stessa cosa) veste con abiti leggeri, ma attillati, probabilmente è perché rispetto all’anno precedente è un po’ ingrassato e vuole tentare (in pochi giorni) di ritornare al suo peso primigenio, oppure non ha ancora assimilato bene che bisogna, mentre si corre in questi casi soprattutto, consentire la ventilazione corporea, pena l’affaticamento e la spossatezza. Poi, facilmente, sul suo addome (se è maschio) si è depositato un certo accumulo di grasso (i famosi cuscinetti), oppure (se è donna) sui fianchi e sulle cosce. Siamo in inverno? Se i podisti sono tutti imbacuccati, non va’ affatto bene… Basterebbe che essi proteggessero solo le estremità, perché è da lì… che entra il freddo… Un cappellino di lana, anche a coprire solo fronte e orecchie, guanti (sono utili anche quelli a mezze dita) e calzamaglia per proteggere gli arti inferiori…, tanto i piedi sono avvolti al caldo… delle scarpe. Invece, spesso si assiste a “terribili” k-way, utili solo per sudare a più non posso, pensando che un buon riscaldamento passi per aumentare subito la temperatura corporea, che è sì necessaria che avvenga, ma dev’essere in modo quanto più naturale possibile. Sono da bandire, naturalmente, maglie a maniche lunghe più simili a maglioni…, non servono allo scopo. Nel caso di pioggia, che in inverno è piuttosto gelida…, basta un berrettino e uno smanicato. Poi, sarà l’esercizio fisico della corsa a fare il resto. Sia d’estate che in inverno, assistiamo ad orpelli che non sono sempre indispensabili. Pensiamo agli occhiali nel primo caso, a tessuti sgargianti al grido dell’ultima moda nel secondo, così come per entrambi i “periodi” scarpette colorate e sgargianti all’ultima moda, quasi a volere “rosicchiare” un 5” al km alle proprie prestazioni al fine di stabilire una sorta di primato di mondiale…

Qualcuno obietterà: “E in primavera e in autunno…?” Chiaramente, abbiamo fatto un discorso a carattere generale: individuate le eventuali e inevitabili particolarità, si adotteranno gli opportuni provvedimenti. Sempre però avendo un… “occhio di riguardo”… per l’essenzialità della corsa.

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