Correre, “fatta salva la priorità sanitaria”

Anche noi di “Podisticamente.it” vogliamo lanciarci in un’ipotesi di scenario possibile per l’Atletica Leggera…, “fatta salva la priorità sanitaria”, che è al presente, nell’attuale periodo di emergenza che viviamo, il corollario indispensabile per qualsiasi attività sociale. Abbiamo già dato un’idea, soprattutto a noi stessi, su quella che potrebbe essere una “fase 2” per così dire dell’emergenza, “aprendo” gli stadi sia per la “ghiotta” opportunità costituita dall’uso di impianti chiusi che dalla, a questo punto assolutamente preziosa, contemporanea presenza delle corsie, viste come vere e proprie “sentinelle” di distanziamento. Abbiamo visto che, a parità di sanificazione di tutti gli ambienti e gli strumenti accessori, si potrebbero svolgere tutti i concorsi e le gare su pista, dai 100 ai 400 metri. Senza dimenticare l’incredibilità opportunità di svolgere in toto l’attività delle categorie giovanili. E scusate se è poco….E potremmo considerarlo già un inizio, un ottimo e speranzoso inizio. Naturalmente, si dovrebbero pensare altre tipologie di gare, in attesa magari di omologazioni varie, che si potrebbero magari, negli anni a seguire, perfino ufficializzare. Pensiamo, ad esempio, ad una ipotetica gara di “inseguimento”, sulla scorta di quella universalmente conosciuta come quella che si svolge, su pista per l’appunto, tra i ciclisti, sulla distanza dei 5 km. Ed evidentemente, la fantasia che al momento non ci soccorre, potrebbe fornire chissà a quanti esperti del settore altre idee maggiormente fattibili e concrete. Questo per la pista. Ma per gli innumerevoli podisti “stradaioli”, visto che in effetti, per nostra costituzione e formazione, ci rivolgiamo essenzialmente a questa platea, cosa si potrebbe fare?

Ipotizziamo innanzitutto, visto l’unanime lamento circa l’impossibilità di correre, delle fasce orarie: dalle 5 alle 7 del mattino e dalle 9 alle 11 di sera. Ci hanno detto che bisogna evitare gli assembramenti? Bene, riteniamo che durante queste ore, solitamente, gli assembramenti sono rari da vedere. Attenzione però, c’è un’altra difficoltà da superare: il cosiddetto “distanziamento”, che non dev’essere di un metro, come per i “normali” cittadini, bensì di 10, forse 20 metri (lo dice la scienza…), per i podisti. Bene, i podisti crediamo non abbiano difficoltà ad applicare questa eventuale norma. Anzi, siamo sicuri che in una strada larga, potrebbero correre anche “paralleli” (pur di stare in compagnia…), riservandosi questa “misura restrittiva” solo in presenza di strade strette, come potrebbero essere ad esempio quelle di campagna.

Correre con la mascherina? Non se ne parla proprio: più che un’offesa alla dignità della persona, è un’offesa alla dignità dello sport!

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