Gareggiare non è obbligatorio

La recente, preoccupante, attualità ci sta facendo riflettere sul nostro cosiddetto “stile di vita”, anche secondo il punto di vista podistico, ingenerando nei praticanti una sorta di sconforto e di perplessità, soprattutto per quanto riguarda la sospensione dell’attività agonistica. Sembra quasi, a giudicare dai malumori espressi sui social, che sia del tutto preclusa l’attività del correre…, quando poi in realtà non è affatto così. Ed è per questo motivo, per effettuare un riepilogo delle cose da fare per poter correre, è forse utile, nonché “consolatorio”, ricordare le necessità imprescindibili legate al fenomeno corsa, distinguendole da quelle meno inderogabili; diciamo, fra quelle che si possono definire obbligatorie e facoltative. E indubbiamente, il gareggiare, non è ascrivibile alla sfera dell’obbligatorietà, della indispensabilità. Ecco dunque una lista di cose che sono assolutamente necessarie per correre, a tal punto che, il semplice menzionarle, sembra essere un esercizio alquanto banale. Ma tant’è, a furia di darle per assodate, certe cose, si finisce… con il perderle di vista.

                                                        Per correre è obbligatorio:

  • Munirsi di un paio di scarpette adatte;
  • Allenarsi almeno tre giorni a settimana;
  • Svolgere l’attività con costanza, durante tutto l’anno;
  • Alimentarsi in modo equilibrato;
  • Indossare indumenti, in base alla temperatura esterna, che siamo traspirabili;
  • Correre con in gruppo con gli amici, per divertirsi;
  • Correre da soli, per allenare l’organismo all’incremento del ritmo;
  • Allenarsi per il raggiungimento di un qualche obiettivo;
  • Partecipare a qualche gara come da tabella di preparazione.

Quindi, come si vede, in nessun punto si attesta che per correre bisogna gareggiare… Certo, la gara è importante, come banco di prova dei nostri allenamenti e delle nostre capacità in relazione agli avversari, situazioni che difficilmente il miglior allenamento può produrre… D’altronde, l’attestato medico che ci viene richiesto è per l’attività agonistica, ravvisabile e riscontrabile solamente in una gara. C’è dunque uno stretto connubio fra il correre e il gareggiare. Ma questo è valido soprattutto in ambito nazionale, o per gli atleti di élite. Viceversa, in ambito amatoriale, fatta salva l’eccezione di alcuni grandissimi podisti, il gareggiare si riduce, nella maggioranza dei casi, ad un’ulteriore occasione di correre insieme a degli amici, che domenicalmente è bello rivedere.

 

 

 

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