Correndo, l’unico sistema per non infortunarsi

Stamattina, ho fatto un po’ tardi al bar…; troppe cose da fare, allenamento quotidiano incluso. Anzi, questo di stamattina rappresentava il mio rientro, dopo qualche giorno di un bel raffreddore e di qualche lineetta di febbre. Infatti, gli amici mi hanno accolto con un… coro di:

“Peppe, come stai?”

io – “Non bene…, mi sento debole…”

Nellino – “Si vede…”

io – “Sono stanco… Eppure ho corso piano, e lento… Sarà il caldo?”

Ciro – “Sì, infatti fa’ caldo…”

Michele – “Sì, sì, fa’ veramente caldo… E’ afoso…”

Paolo – “Ma po’ se ver’ ‘nfaccia…”

Nellone – “Peppe, sono i tuoi quasi 70 anni o gli anni trascorsi a correre?”

io – “Certo, qualcosa devono aver significato gli oltre 150.000 km percorsi…”

Nellino – “Guagliù, è over… Ije ‘o verev’ ‘e correre a matina, ‘o miezojuorn’ e ‘a sera…”

io – “ Non è stato sempre così… Però, posso dire che per molti anni ho corso almeno due volte al giorno. Al mattino, due ore con gli amici; al pomeriggio, almeno un’ora col mio ritmo.”

Nellino – “Prufussò, ‘a verità… Si turnassev’ arret’, ‘o facissiv’ n’ata vota?”

io – “Sì, certo. Quando voglio raggiungere degli obiettivi, vado fino in fondo…”

Nellino – “Però, adesso avete questi acciacchi.”

io – “Fa’ parte del gioco… D’altronde, solo in un caso un podista ha la certezza automatica di non infortunarsi, pur correndo.”

Breve parentesi. A queste mie parole, tutti ammutoliscono e mi guardano con gli occhi spalancati. Mi appare davanti, nitidissima, la plastica visione del sogno inconfessato di ogni podista: come correre senza, praticamente, infortunarsi mai!!! Urge un mio approfondimento… in materia.

io – “Quando un podista corre piano, non s’infortuna. Tutti i podisti s’infortunano quando corrono velocemente, o almeno ad un ritmo diverso dalla loro corsa lenta, veramente lenta, quella tanto per intenderci che normalmente si fa’ quando si inizia il riscaldamento, e che si può e si deve anche chiamare corsa lentissima. Attenzione, ho detto… quando si inizia a fare il riscaldamento, perché se prendiamo a modello la parte finale del riscaldamento, le cose cambiano… Non sono la stessa cosa gli allunghi, ad esempio.”

Paolo – “Eppure, c’è la possibilità d’infortunarsi, quando si corre solo lentamente…”

io – “No, Paolo, non ti confondere… Quando si corre solo in modo lento, le gambe come si dice in gergo si addormentano. Ma questo non significa che ci siamo infortunati… Comunque, ragazzi, io direi di tenerci stretti i nostri potenziali infortuni… Essi, quando verranno, perché dovranno pur venire per noi che siamo podisti agonisti, ci faranno conoscere maggiormente le nostre caratteristiche, consentendoci di migliorare la nostra capacità di corsa. E, in ultima analisi, ci daranno la possibilità di divertirci di più.”

 

 

 

 

 

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