Settimanale o quindicinale, la salita?

Mi chiedono: “Prof., ma per migliorarmi, devo fare le ripetute?” Gli rispondo: “Sì, ma non solo; si deve fare anche un’altra serie di allenamenti, tra cui la salita. Anzi, poiché si dice ‘le ripetute’, al plurale, dato che una sola volta non bastano…, allo stesso modo, si deve dire ‘le salite’…” A questo punto, si mostrano stupiti: “Ah sì? E quante volte? E come?…” E continuerebbero…, se io non li fermassi e spiegassi loro la particolarità, oltreché l’utilità, della salita.

Comincio col dire che il buon podista, cioè colui che si allena regolarmente quasi tutti i giorni, non può esimersi dal praticare tutti i tipi di corsa; ma che deve considerare anche quelle “particolari”, ad esempio, le ripetute e le salite. C’è però una distinzione da rilevare. Prendendo sempre come paragone le ripetute, ricordino i podisti, queste vanno fatte una volta a settimana, per i motivi che si conoscono e che è inutile rimarcare in questa sede. Ma con le salite, bisogna inevitabilmente pensare che tale cadenza settimanale è difficile da realizzare, poiché inducono a un tipo di passo e di sforzo, con sollecitazioni corporee troppo dissimili dalle altre. Mentre ad esempio le ripetute vanno annoverate nell’ambito della velocità, per le salite è difficile trovarne una collocazione che non sia troppo contrastante con altre. Solo la corsa media può servire allo scopo, ma in uno spazio troppo concentrato come quello di una settimana, si “corre” il rischio di rinunciare ad un importantissimo mezzo allenante. Pertanto, una tabella di preparazione che fosse quindicinale, che lasci cioè spazio sia alla corsa media che alla salita, ci sembra una scelta più assennata.

Una tabella che fosse settimanale, a parer mio, si può adottare solo nel caso che ci si ponga come obiettivo una gara in salita la cui data cada fra un paio di mesi. In tale evenienza, la domenica può essere tranquillamente dedicata alla corsa in salita. Ma, a proposito, quanto dovrà essere lunga la salita? Normalmente, non meno di 6/7 km e comunque non inferiore ai 10 km.

Da precisare che negli allenamenti in salita, l’inevitabile discesa serve… solo a raggiungere il luogo da cui si è partiti (casa o automobile) e che quindi non occorre impegnarsi in un ritmo sostenuto, anzi, al contrario…, altrimenti le articolazioni e la schiena si faranno sentire. Meglio, quindi, non affrettarsi troppo al ricambio e alla doccia. L’ultimo consiglio che mi sento di dare a chi mi ascolta in questo frangente, è quello di correre più svelto in salita che in discesa.

 

 

 

 

 

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