L’alimentazione nel recupero

Una cosa su cui forse non si ragiona abbastanza, è l’alimentazione nella fase del recupero, cioè dopo avere effettuato una corsa molto impegnativa, sia essa stata una seduta di allenamento anaerobico o la partecipazione ad una gara. Infatti, tutti (o quasi tutti) siamo presi dall’indubbia necessità di fornire energia ai muscoli, nell’imminenza di uno sforzo, attraverso l’ingestione di cibi; cibi tra l’altro adeguatamente scelti e assimilati. Però, siamo sempre proiettati per così dire in un’unica direzione, quella di dover mettere il nostro organismo in grado di sopportare lo stress muscolare a cui vogliamo sottoporlo. Saremmo tentati di dire: “E il resto?”

In effetti, sappiamo che l’efficacia di ogni nostro allenamento, da quello blando a quello più impegnativo, è costituito da due fasi: una, è la messa in pratica dell’esercizio voluto; l’altra, è il recupero, cioè la fase con cui bisogna consentire all’organismo di ripristinare le condizioni che hanno reso possibile l’allenamento. Se solo una di queste variabili viene meno, l’allenamento non ha un buon esito (se ne ha la prova pratica durante l’allenamento successivo…). Non è mica detto che l’allenamento riesce solo nella prima fase. Anzi, nella seconda, se non si ottiene un buon recupero, il successivo “lavoro”, molto probabilmente, non si potrà nemmeno fare. Quindi, cosa bisogna fare, affinché il recupero sia positivo anche sotto l’aspetto alimentare?

Dunque, il recupero non è soltanto il riposo, cioè la completa inattività per un numero di ore predeterminato. Così come la completa inattività consente il rigenerarsi delle fibre muscolari lese dallo sforzo impiegato, così anche l’alimentazione “concorre” al medesimo scopo. Poiché nella corsa impegnata si sono persi i liquidi, bere sarà la primisssima cosa da fare, è ovvio. D’altronde, ingerire cibi solidi alla fine di un allenamento anaerobico o di una gara, è molto difficile, a causa dello “stravolgimento” addominale, e non solo, a cui l’organismo è stato sottoposto. In condizioni simili, che potremmo definire “l’inizio del recupero”, il corpo necessita solo di una pausa. Può solo, come si diceva, bere (acqua naturale o bevande energetiche, non importa, purché si beva…). Trascorso qualche minuto (almeno una quindicina), si può pensare d’ingerire qualche alimento a rapida assimilazione; i carboidrati in genere, che sono digeribili nell’arco temporale di un paio di ore. Diverso è il caso dei cibi proteici. Questi richiedono un tempo di digestione abbastanza lungo, di 6/7 ore, per cui è opportuno consumarli a cena (ad un orario compatibile per le esigenze dei podisti, è ovvio…), quando si ha l’intera notte a disposizione. Le proteine soprattutto consentono il ripristino delle fibre muscolari lacerate nello sforzo prodotto, ed è per questo motivo che vanno necessariamente assunte, però  soltanto quando l’organismo sta già “recuperando”, non prima.

Insomma, la regola delle tre A è sempre valida: si corre con Allenamenti, Abbigliamenti e Alimenti. E per correre bene si deve pensare anche a quando non si corre…, come nel caso del recupero, per quanto riguarda l’aspetto alimentare!

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