La mancanza di voglia nel podista

Può accadere che nel podista, soprattutto in quello abituale, subentri un periodo di scarsa vena, anzi, un periodo in cui non si sente affatto il bisogno di uscire a correre. Cosa può essere successo? L’interessato può porsi delle domande alle quali non sa dare risposte. E intanto può crescere in lui un senso di rassegnazione apatica assai vicino alla disistima, che poi sarebbe un concentrato di perplessità in grado di paralizzare quella che una volta era la sua lucida visione delle cose. Allora, vorremmo venire in suo soccorso, cercando di elencargli un ventaglio di possibilità circa la sua sopravvenuta condizione e i possibili rimedi per tentare di scardinarla.

Innanzitutto, bisogna precisare che i periodi che inducono alla “mancanza di voglia” non sono rari e che comunque afferiscono sempre alla sfera strettamente personale del soggetto. Può essere una certa assuefazione alla classica garetta domenicale di 10 km, una lunga serie di giornate piovose, il mancato raggiungimento cronometrico su cui si puntava, un sopravvenuto e fastidioso malanno che stenta ad andarsene, un improvviso e mutato orario di lavoro, il ritardato acquisto di scarpette nuove, eccetera. Insomma, i motivi possono essere veramente tantissimi, alcuni perfino sorprendenti. Sta di fatto che è subentrata la mancanza di voglia, altrimenti detta “nausea”, da non confondersi con una… cattiva digestione. E i rimedi? A tutto c’è rimedio…

La prima, e forse unica, cosa da fare è molto semplice… Manca la voglia di correre? Bisogna farsela venire! In altri termini, si devono porre altri obiettivi. Evidentemente scarseggia, o manca del tutto, la motivazione, quella che una volta ci spingeva a correre sempre, anche con condizioni climatiche avverse o infortuni in atto. Ci si è stancati di partecipare alle gare di 10 km? Ebbene, spostiamo la nostra attenzione sulle 21 km e perché no?, anche sulle maratone. Così facendo, saremmo costretti a modificare completamente il nostro solito programma di preparazione, il che significa anche e soprattutto modificare qualche nostra abitudine, dando un senso di novità alla nostra giornata, inserendovi dentro una certa dose di novità e quindi di interesse.

Naturalmente, nella presa in atto di un’avvenuta “mancanza di voglia”, è sempre opportuno che il podista interessato si… “accetti”… In fondo, non ha ucciso nessuno. In fondo, se ci pensa un po’, lo stesso fenomeno è accaduto anche ad altri. Si tratta quindi di prendersi una bella pausa, di durata imprecisata. Poi, cominciare una gradualità di allenamenti di corsa lenta per un due/tre settimane, senza mai superare l’oretta di corsa. Poi, dopo questo mesetto, inserire con cautela un paio di volte a settimana qualche “lavoretto” (corsa media o progressivo), andando anche a superare in modo abbandonante l’ora di corsa, specialmente se si ha in animo di preparare una maratona. Ecco, a tale proposito, se la volontà di riprendere la corsa si deve alla scelta di partecipare a una maratona, bisognerà che il corpo e la mente siano pronti un tre mesi circa prima della data in calendario. Così, il podista avrà modo di affinare la preparazione, inserendovi tutti i lavori specifici che il caso richiede, lunghi compresi.

 

 

 

 

 

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