Quei gonfiori ai muscoli delle gambe

Un muscolo bene allenato non è mai gonfio, ma in un certo senso flaccido e molle. Cominciamo col dire questo, affrontando il problema di quell’ispessimento muscolare che a volte notiamo in alcuni distretti delle gambe. Nel podismo, infatti, non vale la regola di altri sport, dove il muscolo raggiunge il pieno sviluppo volumetrico come si persegue nell’allenamento, quale obiettivo ai fini di una programmazione predisposta. No, nel podismo (e in altri sport, a dire il vero) i muscoli è meglio raggiungano una certa elasticità, cioè che raggiungano una spiccata capacità contrattile, che è poi è la funzione primaria di qualsiasi muscolo.

Detto ciò, è meglio che il podista si preoccupi, se nel corso della giornata, al lavoro, nella doccia, a casa sul divano, nota ad esempio un polpaccio gonfio e rigido, che sia dolente o no: è un segnale di affaticamento. In termine tecnico, si parla di DOMS, acronimo di Delayed Onset Muscle Soreness (“indolenzimento muscolare a insorgenza ritardata”). Cosa è avvenuto nel nostro muscolo? A causa dello sforzo eccessivo, al quale molto probabilmente l’organismo non era abituato (un carico di allenamenti non supportato a dovere), si sono verificate delle micro lacerazioni delle fibre muscolari. Da qui l’irrigidimento e il gonfiore. L’allenamento comunque, e qui s’intende ogni tipo di allenamento, induce a un’ipertrofia dei muscoli la quale è prodotta dallo stress a cui l’organismo è sottoposto e a cui risponde adattandosi alla mutata situazione.

Cosa fare in questo caso? A parte il riposo precauzionale e la riduzione del chilometraggio e del ritmo di corsa nelle sedute di allenamento, anche per una settimana, l’alimentazione può fare molto. Infatti, una dieta, ancor più ricca del solito, di frutta e verdura aiuta la circolazione sanguigna ad essere più fluida e quindi a favorire la ricostruzione delle cellule ematiche danneggiate. Ma anche i reni ne sono favoriti, nell’espletamento “drenante” della loro funzione. Un altro “aiuto” può venire senz’altro dallo stretching, sia prima che dopo l’attività, sempre per “sciogliere” tutti i distretti muscolari nel loro insieme.

Se non si pongono in essere tali precauzioni, ovverosia, se si continua imperterriti a correre come se nulla fosse, o a demandare al semplice riposo la risoluzione del problema, che può sembrare banale perché magari la parte interessata non duole, si può “in-correre” in un qualche infortunio muscolare abbastanza serio, come uno strappo o una contrattura. Conviene?

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