L’epidemia… estiva dei polpacci!

Puntuali, come ad ogni inizio di stagione estiva, si susseguono numerosi gli infortuni muscolari dei podisti, soprattutto nella zona dei polpacci. Ne vogliamo parlare? Sembra quasi si possa parlare di un “male di stagione”, tale è la frequenza con la quale si registra nel popolo dei podisti questa tipologia di infortunio… Sì, parliamone…

Sorvoliamo sugli aspetti eminentemente fisiologici, sulla complessità del comparto muscolare in argomento, sulla evenienza che in fondo tutti i muscoli della gamba ne sono soggetti e invece concentriamoci su quello che anche volgarmente viene definito polpaccio, per indicare in verità una “polpa”, cioè un insieme di muscoli, piccoli e grandi, ammassati nella zona alta della gamba posteriore appena sotto la coscia e il ginocchio, e cioè il triplice della sura: i due gemelli (laterali), a forte connotazione di fibre rosse (la resistenza) e il soleo, sottostante, meglio contraddistinto dalle fibre bianche (velocità). A cosa serve il polpaccio? Nell’economia del gesto della corsa, a regolare la rotazione del piede e della caviglia in funzione di richiamo del ginocchio, detto in maniera grossolana, ma che comunque ne certifica l’importanza; il che vuol dire che l’insorgenza di uno spasmo improvviso, doloroso e involontario, ne… mina fortemente la funzionalità, tanto per usare un’espressione eufemistica. Certamente, un problema al polpaccio è una lesione muscolare, che può essere crampo e contrattura, e che può sortire effetti invalidanti, specialmente nel periodo estivo, anche per più giorni.

Le cause? Svariate… La differenza termica nelle ore di prima mattina, carenza di sali minerali a causa della sudorazione eccessiva, stanchezza dovuta a una richiesta di prestazione eccessiva in relazione ai limiti personali, mancanza di adeguata idratazione, patologie congenite… Insomma, il problema c’è. Conviene non tanto interrogarsi sulle cause, quanto mettere in atto una forma di prevenzione. Appare chiaro che una forma di cautela circa il carico degli allenamenti vada messa in pratica, ma non solo. Poiché il muscolo per mantenersi elastico ed espletare al meglio la propria funzionalità ha bisogno di acqua, mai difettare in questo senso, avendo cura ovviamente di privilegiare quelle di tipo naturale, evitando le gassate. Inoltre, dal momento che con il sudore si perdono liquidi in abbondanza che contengono anche sali  minerali, essenziali al funzionamento metabolico nel suo complesso, ci si alimenterà con una ricca varietà di frutta, la quale per fortuna nel periodo estivo abbonda. Anzi, viene il sospetto che Madre Natura si sia… organizzata così, per consentirci di non andare in… debito di frutta e di sali minerali. Approfittiamone, quindi, con serena cognizione di causa: potassio, magnesio, eccetera, li troviamo nelle albicocche, nelle mele, nelle banane, nelle prugne… Senza dimenticare ovviamente l’importante contributo dei legumi e degli ortaggi, per il ferro e per le fibre.

Sì, d’accordo, si dirà, ma se viene un crampo notturno, ad esempio, come comportarsi? A parte la naturale e istintiva, nonché giustificata, imprecazione, basterà per qualche minuto tendere il polpaccio con l’alluce verso il ginocchio.

Ok…, e nel caso di una contrattura? Qui il discorso è diverso…, perché bisognerò ponderare il grado di lesione. Ad ogni modo, la… terapia di solito segue questa “metodologia”: ghiaccio, riposo, massaggio, miorilassante e… tanta pazienza.

Ma perché… arrivare a questo estremi?

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