Gli allunghi allungano la vita podistica, al bar

Ormai è ufficiale: Nello C. è Nellone, detto anche il ritardatario, e Nello P. è Nellino, detto anche il campioncino. Il primo, è sempre in ritardo, in tutto quello che fa’, soprattutto quando viene sulla “strada” per allenarsi con gli amici; il secondo, data anche la sua giovane età podistica, non fa’ altro che migliorarsi… Ma ecco il breve resoconto di ciò di cui si è parlato stamattina al bar, in special modo della corsa lenta, che ha scandito e specificato la corsa di stamattina.

Nellino – Ciao Paolo.

Paolo – Ciao, hai visto Peppe?

Nellino – No…, ah, eccolo là che ci sta chiamando…

io – Ma insomma…, io vengo al bar e non trovo nessuno…

Paolo – Entriamo… entriamo…, ora vengono gli altri…

io – Quali altri…?

Paolo – Ah, Nellone te lo puoi scordare… Hai visto? Anche stamattina…

io – A proposito… Nellino, sei stato “egoista”?

Nellino – Sì, sì…, egoista…

io – Ma, in definitiva, che avete fatto?

Paolo – Siamo andati giù al mare… Ecco Michele… Miché, vieni vieni….

io – Come…, “giù al mare”… Non dovevate fare corsa lenta?

Nellino – E cosa lenta abbiamo fatto…

io – Ma la corsa lenta, che è una corsa facile e rilassante, non deve terminare in salita… Se siete andati “giù al mare”, vuol dire che avete finito l’allenamento correndo in salita, il che, per quanto corsa lenta sia stata, resta pur sempre una corsa in salita…

Michele – Eh già… Direi che è così… Però allora, Peppe, come si dovrebbe fare la corsa lenta, in un territorio come il nostro, pieno di salite e di discese? Uh, ecco Nellone…

Nellone – Scusate… Di cosa state partlando?

Paolo – Di una cosa che tu non fai mai: la corsa lenta…

Nellone – Come, non faccio mai. E stamattina, allora?

Nellino – Infatti, Peppe ci stava spiegando che l’allenamento di corsa lenta non dovrebbe mai finire con un tratto in salita…

Nellone – Perché, come dovrebbe finire un allenamento di corsa lenta?

io – Con gli allunghi.

Paolo – Interval Training?

io – No, quello è un tipo di “lavoro”, per certi versi paragonabile al fartlek. Gli allunghi sono un’altra cosa.

Michele – Cioè?

io – In un ambito di corsa lenta, al termine della seduta di allenamento, ci si ferma su di un percorso assolutamente pianeggiante, di circa 50-80 metri, e si opera in questo modo. Si correr a velocità sostenuta, ma senza scattare, con le ginocchia alte e le braccia che oscillano a dovere. Una volta arrivati al punto desiderato, si ritorna passeggiando al punto di partenza, da dove poi si riparte velocemente. Gli allunghi è meglio che siamo un 4 o 5…, servono a “sciogliere” le gambe, perché la corsa lenta tende a fare, come si dice in gergo, “addormentare le gambe”.

Michele – Sono utili?

io – Se sono utili? Michè, nel podismo, tutto fa’ brodo, nel senso che tutto serve. Tutto quello che facciamo, a fini podistici, serve a formarci quel bagaglio di esperienza che poi il nostro corpo per così dire metabolizza. A cominciare… dal rispettare l’orario che si da’ agli amici per l’allenamento. Vero, Nellino?

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