E’ nata una stella, al bar

io – Pronto? Paolo?

Paolo – Sì? Peppe? Buon giorno…

io – Paolo, dove sei?

Paolo – Sto…, stiamo già al bar…

io – Invece io, lo sai da dove ti chiamo…, a quest’ora poi…

Paolo – E significa che fai tardi…

io – Chi c’è lì, al bar? C’è Nellino?

Paolo – Sì, c’è. Ci siamo quasi tutti, manca solo…, anzi no, è appena arrivato…

io – Chi?

Paolo – ‘O raggiunier’… E sta tutt’…  scungicat’…

io – Puvuriell’… Chella è ‘a gara ra ier’… Nun te scurdà ca stev’ ancora chino ‘e antibiotici…

Paolo – Ah, ah, ah, ah, ah, ah…

io – Mi dispiace non esserci, ma proprio non ce la faccio… Peccato, volevo anch’io fare i complimenti a Nellino, per la gara di ieri… Anzi, digli che appena torno a casa, credo verso le 10, gli scriverò un articolo dal titolo “E’ nata una stella, al bar”…

Eccomi dunque a scrivere di Nellino, o meglio, a scrivere quello che gli ho ripetuto con una certa insistenza in questi pochi mesi in cui si è dedicato alla corsa. Da quanti mesi? Lui dice da quanti… chili… Precisa poi dicendo di sé… 20 chili fa… Ma adesso deve stare attento. Infatti, è facile per un principiante registrare subito progressi, perché appena si comincia ad essere podista, si perdono immediatamente i chili in eccesso e si sentono i benefici anche all’umore. Senza parlare poi della vera e propria felicità del tagliare il traguardo della prima gara a cui si partecipa. Una felicità che si replica al più presto…, col ripetere l’esperienza agonistica: ad ogni gara, un netto miglioramento cronometrico! Si comincia a pensare di essere indistruttibili!

Ora, Nellino, deve capire (ma dai miei personalissimi riscontri pare l’abbia già capito) che ci si deve preparare meticolosamente, magari mediante una tabella specifica, ad avviarsi ad un graduale miglioramento delle proprie prestazioni, si deve dare cioè all’organismo di abituarsi piano piano alle nuove sollecitazioni che la corsa comporta, soprattutto durante gli allenamenti differenziati. Si deve dare modo al proprio organismo di “conoscere” i vari tipi di corsa (lentissima, lenta, media e progressiva), affinché si possa effettuare una costruzione di base efficiente identificabile nella capacità aerobica sulla quale poi successivamente elaborare e velocizzare la capacità anaerobica. In questo contesto, è bene differenziare la preparazione per una 10 km e quella per una 21 km; può non sembrare, ma c’è una notevole differenza fra le due gare.

La tabella che Nellino sta seguendo, produrrà i migliori frutti a fine giugno. Così, la gara di ieri è solo la conferma che sta facendo un buon lavoro. Verso la fine del mese prossimo… potrebbe perfino stupirsi di ciò che riuscirà a fare, cronometricamente parlando, in una 10 km… Poi, dai primi giorni di luglio, comincerà la preparazione per una 21 km che dice di voler tentare a ottobre. Ok, si può fare. Nellino promette bene, perché si applica coscienziosamente. Per lui, è giusto ed opportuno citare quel cartellone che a volte si vede sulle strade: “lavori in corso”….

 

 

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