Situazione di gara: un improvviso mal di schiena

Un amico l’altro giorno mi diceva, a mo di scusante, che durante una sua ultima gara, anzi, nel bel mezzo di una sua ultima gara, aveva avvertito un forte mal di schiena, costringendolo a rallentare per qualche minuto in maniera vistosa, ragione per la quale non era riuscito ad ottenere un risultato cronometrico maggiormente rispondente alle sue (e alle mie) aspettative. Premesso che gli ho fatto ugualmente i complimenti, perché il tempo conseguito comunque è di tutto rispetto, gli ho detto che un simile “incidente” è piuttosto frequente nel podismo e lo “subiscono” in tantissimi, di qualsiasi livello essi siano. Anzi, a dire il vero, lo subiscono in particolare i podisti più o meno in sovrappeso. Ma forse è meglio andare per ordine.

Effettivamente, il mal di schiena è diffuso in tutta la popolazione generalmente intesa, non soltanto in quella sportiva; “tracce” se ne trovano in ogni famiglia, ad ogni età. Ovviamente, i fattori di rischio che scatenano questa patologia sono sicuramente riconducibili alla complessa parte anatomica interessata (fra muscoli, tendini, ossa, colonna vertebrale…, qualcosa è facile che vada “fuori giro”…), all’età non più giovanissima, alla sedentarietà, a scarpe non adatte, ad uno sforzo mal distribuito e ad un peso superiore alla norma. Come si vede, e come ogni essere umano a comprovato a sue spese, è facile “in-correre” nel mal di schiena. Allora, in buona sostanza, parliamoci chiaro, il problema è: come prevenirlo, podisticamente parlando?

In realtà la faccenda del mal di schiena è molto semplice, forse troppo…, e perciò spesso ritorna a fare danni: basterebbe fare un po’ di esercizi, anche due o tre volte a settimana, o in palestra o in casa. Bisognerebbe aver cura soprattutto della muscolatura lombare, mediante addominali e dorsali, senza trascurare tutte le altre “modalità” utili al rafforzamento muscolare della regione in argomento, non escludendo le “zone collaterali”, quali braccia e gambe. Spesso il mal di schiena proviene da un indebolimento delle fasce muscolari che avvolgono o che sorreggono la schiena, ragione per cui non devono essere “lasciate al loro destino”… Il buon podista, nel senso di accorto e previdente, dedica un po’ di tempo del suo allenamento, non soltanto alla corsa…, ma anche a qualche seduta di esercizi. Egli non si concentra soltanto nei minuti di corsa e nei secondi in cui percorre un certo tratto; sa che quanto più vuole ottenere certi risultati cronometrici tanto più deve riservarsi delle sedute non di corsa, bensì di “cura degli strumenti che usa per correre”…

A sua parziale giustificazione, va’ detto che quasi sempre l’insorgenza del mal di schiena scompare poi con la fase iniziale della corsa, che è notoriamente molto lenta, al ritmo di quello che in modo generalizzato si chiama riscaldamento. Quindi, si è portati a credere che quel fastidio alla schiena sia del tutto provvisorio e che inevitabilmente scompaia dopo qualche minuto di corsa blanda. Però, è sempre meglio non “correre” il rischio di andare verso una cronicizzazione del problema, cioè verso una probabile impossibilità a continuare la corsa. E magari non soltanto in quella gara, o in quel determinato allenamento. O no?

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