Una foto rivelatrice

Di una cosa siamo ben consapevoli: in Italia, visto che non c’è una “cultura di base” (almeno non c’è più come una volta), non c’è e non ci può essere una “cultura sportiva”. Un’ennesima conferma l’abbiamo avuta l’altro giorno, curiosando in rete alla ricerca di immagini relative al podismo nei suoi vari aspetti. In una di esse, ci ha colpito la foto che ritraeva una gara su pista di una categoria giovanile, facilmente secondo noi individuabile in quella dei Ragazzi, cioè rapportabile a una fascia di età non superiore ai 10 anni. Fin qui niente di strano. Ma osservando attentamente i bambini impegnati nella competizione, subito dopo essere rimasti come al solito affascinati dai loro sguardi concentrati nello sforzo, ci siamo soffermati su di un particolare veramente singolare, difficilmente riscontrabile in Italia (la gara si svolgeva in una qualche località asiatica): le scarpe dei ragazzini erano chiodate…!

Cosa può significare, secondo noi, una foto del genere? Siamo del parere, in linea generale, che non si debba storcere il naso, nel vedere ragazzi in tenera età impegnarsi così, nello strenuo sforzo agonistico, in luogo del gioco, obiettivo principe indiscutibile del valore formativo dell’Atletica Leggera. Pensiamo, in realtà, che la foto in questione sia la spia di una situazione sociale e culturale profondamente radicata nella società che la rappresenta, dove la pratica sportiva fa’ parte a pieno titolo dell’iniziale formazione del futuro cittadino fin dalle classi della scuola dell’infanzia. Solo così, infatti, è possibile radicare nel profondo dei bambini, che saranno gli adulti del domani, il senso e il valore della cultura sportiva, e di tutto ciò che essa rappresenta, e che in ultima analisi induce a fare, nonché (soprattutto) ad essere.

Cosa può significare, secondo noi, che i ragazzini usino già le scarpe chiodate? Semplicemente, che la gara è il riflesso e la somma di una serie di situazioni sociali programmate, che i ragazzini sanno che per esprimere al meglio i loro potenziali (lo hanno imparato dai loro “insegnanti”), in una competizione per arrivare alla quale magari hanno dovuto superare una certa selezione, non devono trascurare nessun particolare. Quei ragazzini che corrono su pista, con quella decisione, con quella concentrazione, vorremmo quasi dire con quella “professionalità” (anche lo stile è accurato), ci fanno “vedere” la cultura sportiva di un popolo.

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