Dalle ripetute all’assente Nello C., al bar

Stamattina, il caffè è stato molto più delizioso del solito, perché abbiamo stretto i tavoli e abbiamo fatto la cosa che ci riempie di soddisfazione al massimo grado, e cioè parlare male degli assenti…! Stamattina, è toccato a Nello C. non essere della partita e…, giustamente, noi ne abbiamo approfittato. In realtà, la conversazione è cominciata con un mio rilievo squisitamente tecnico, avendo notato un post su FB di un nostro amico circa le ripetute che ha fatto in previsione di una prossima maratona di cui sta ultimando la preparazione.

io – Avete visto le ripetute di Francesco?

Ciro – Michele – Paolo – Nello P. – Umberto – Sì.

Ciro – Perché, non vanno bene?

io – Secondo me…, non tanto, sia per quanto riguarda la preparazione di una maratona, sia per il “recupero” fra le prove.

Michele – Ma come…, non si devono fare le ripetute, per migliorare la velocità?

Umberto – Sì, ma il discorso è più complesso…

io – Esatto.

Nello P. – Prufussò, comme stanno ‘e ccose…?

Paolo – Ora Peppe è costretto a ripeterci la lezione…

Michele – Va’ bene, però le ripetute bisogna farle, per migliorare…

Ciro – Peppe, ieri ho fatto delle ripetute, vuoi vederle? 7×1.000… (E le mostra).

io – Vedo… Secondo me, ci sarebbe molto da dire sulle ripetute…, forse troppo… Cominciamo col dire che le ripetute richiedono già un minimo di preparazione di base, altrimenti risultano perfino dannose. Poi, io distinguo, per le 10 e le 21, ripetute da 1.000 e da 2.000. Per la maratona, se uno si vuole cimentare, 3.000. Dico “se”, perché in una maratona non è tanto la velocità che bisogna curare, quanto l’efficienza della corsa continua, che è una cosa un po’ diversa… Inoltre, le ripetute vanno valutate anche in base al recupero; se questo è troppo lungo, è ininfluente; se troppo corto, è controproducente.

Ciro – Peppe, perché dici così, non le ho fatte bene?

io – No, perché vedo troppi “secondi”, fra una ripetuta e l’altra (5/6”), forse causati dal recupero troppo corto (2’).

Ciro – Uà…

io – Non sto scherzando. Sarò all’antica, ma io ritengo che le ripetute devono essere quanto più è possibile omogenee (2/3” al massimo) e che il recupero sui 1.000 dev’essere di 3’. Se le ripetute sono di 2.000, si può arrivare a 4’ di recupero. Soprattutto, l’allenamento di prove ripetute va’ “considerato” nel tempo… Cioè, solo dopo un due tre mesi di questi allenamenti (da fare solo uno alla settimana…), si può attendere qualche miglioramento; e intanto “grattare” qualche secondo al recupero.

Paolo – Invece, per Nello C., questo “discorso” non esiste proprio…; lui corre forte… e basta. Tutti i giorni.

Nello P. – E’ vero, prof., da quando corro con Paolo, mi sento molto meglio…

Umberto – E ccert’…! Chillo Nello C., corre sulo comme ‘a nu ciuccio…!

Paolo – E’ vero…, è vero… Per Nello C., ogni giorno di allenamento equivale ad una vera e propria gara…! Se qualcuno, in allenamento, gli sta davanti…, è fregato! Nello C., lo rincorre, lo incalza e lo… passa senza pietà!

Ciro – No…, no…, io l’ho capito, da qualche tempo; si deve alternare il giorno di corsa impegnata col giorno di corsa lenta. Per esempio, Peppe, ieri ho fatto le ripetute? Ora per la corsa impegnata si parla della gara di domenica…

Paolo – E no! Per Nello C., tu esci a correre per allenarti? E’ sempre una gara!

 

 

 

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