“Computo matematico”per la maratona amatoriale, al bar

Stamattina, al nostro bar in piazza, si è parlato di corsa, ovviamente, ma soprattutto di maratona, che alcuni affronteranno nei prossimi giorni per la prima volta. Capirete come una vecchia “volpe” come me, che ne ha corso una trentina, metà delle quali sotto le tre ore, non abbia potuto esimersi dal rispondere alle numerose domande che gli sono state poste. Ma che dico, domande? No, è più giusto dire… “paure che si sono palesate”… Eccone uno stralcio.

Nello C. – Peppe, questo qua (e indica Michele)  mi sta… trasmettendo paura…

io – (Rivolgendomi a Michele): E’ vero?

Michele – No…, è che mi sento così…, come posso dire?…, depresso, senza voglia…

Nello C. – Peppe, ‘e vist’?

io – Cominciamo col dire che è un bene che tu, Michele, ti senti così. Guai, se non avessi un qualche tremore e timore di affrontare la tua prima esperienza di maratona. Se non avessi di queste paure, significherebbe che in fondo te ne infischi… Quindi, stai tranquillo, è un buon segno.

Michele – E sì, però…, la fifa…

Umberto – Ma nun è cosa soja… Ah, ah, ah, ah, ah, ah…

Paolo – E’ o ver’…

io – Zitto tu… A proposito, che hai fatto stamattina?

Paolo – Benissimo, io e Nello P., prova a chiedere, come ci hai detto tu di fare…

Nello P. – Prufussò, confermo!

Nello C. – Però, Peppe, quella cosina al ginocchio, alla rotula…

Michele – Ah già, anche a me, qui al centro del ginocchio. Ma cos’è, Peppe?

io – E’ la rotula… Ma soprattutto è il ginocchio. Noi podisti siamo soliti avere problemi in quel posto. Se il fastidio dovesse continuare, probabilmente è un po’ di infiammazione, prendi uno, dico uno, antinfiammatorio, e risolvi.

Nello C. – Perché solo uno?

io – Perché se ne prendi di più, ottieni di peggiorare le tue… capacità gastriche… Inoltre, secondo me, l’antinfiammatorio produce i suoi effetti solo dopo la prima somministrazione. Le successive non rendono come la prima, anzi, procurano fastidi alla pancia.

Nello C. – E infatti, quando ho fatto il lunghissimo, avendo il problemino al ginocchio, ne ho presi tre o quattro, col risultato di stare abbastanza male…

Michele – Peppe, ma io quando posso fare alla maratona? Voglio dire, che tempo finale pensi che io possa ottenere, conoscendomi?

Nello C. – Esatto Peppe, quando possiamo fare? Esiste un criterio per capire questa cosa?

io – Una volta già ve l’ho detto. Come si vede che mi ascoltate attentamente…, quando vi parlo. Esistono due tipi di podisti amatoriali, quelli esperti e quelli alle prime esperienze. Per i secondi, vale una formula, che è questa. Si deve raddoppiare il tempo che si è fatto nell’ultima Mezza e aggiungervi 15 minuti. Naturalmente, fatte salve tutte le numerose particolarità che accompagnano la preparazione di una maratona, compresa la conduzione della maratona stessa, quando si è in gara. Sto dicendo, partite piano e bevete un paio di sorsi d’acqua fin dal primo ristoro, che di solito è posto verso il 5° km. Solo dopo il 30° km, prendete dei sali minerali, perché se dovessero sopraggiungere problemi addominali, non fa’ niente, tanto state per arrivare…

Nello C. – Ah, sì…, sì… L’ho detto, a Michele, partiamo insieme e partiamo piano…, il più piano possibile…

Michele – Sì…, sì…

io – Un’ultima raccomandazione. Quando bevete un po’ d’acqua, non rovesciatevi sulla fronte e sul viso il resto della bottiglietta, perché potreste ritrovarmi con l’acqua che cade sulle scarpette, facendovele pesare… un quintale. Meglio farsi scorrere l’acqua sulla nuca…

 

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