La pista come seconda casa

Una foto su face book… e subito mi ritorna il magone per come è ridotta la “pista”, ormai da molti anni, in Campania. E pensare che non si tratta di una foto “ortodossa”, perché ritrae alcuni podisti, tutti ottimi campioni di fine anni 80, mentre gareggiano, procedendo… in senso inverso…!

Come è noto a tutti, praticanti o semplici osservatori, le gare di corsa su pista si svolgono in senso antiorario. Perché? Come mai fu adottato questo sistema? La faccenda risale agli inizi del 900, allorché si accese la discussione fra il sistema metrico da usare, fra i metri e le yarde. Fervevano le discussioni, a dire il vero, anche su altri versanti: si era  tutto sommato agli inizi dell’Atletica a livello internazionale e si dovevano adottare sistemi organizzativi universali, bisognava disciplinare l’intero settore sotto tutti i punti di vista… All’interno della IAAF, si stabilì che il sistema metrico decimale fosse quello da adottare, insieme all’accordo di correre su pista in senso antiorario. E i Giochi Olimpici di Stoccolma del 1912 inaugurarono questa pratica.

Ma cosa può significare una foto ritraente atleti di alto livello che corrono… contromano? Di certo, non si erano… sbagliati, non erano stati superficiali… Anzi, dal modo come corrono, si evince il notevole impegno agonistico che li anima; per la qual cosa si è autorizzati a pensare che era una gara nel vero senso della parola. La foto può solo significare che i podisti interessati facessero un uso costante e specifico della pista, che magari corressero anche le gare cosiddette “spurie”, che si allenassero soprattutto su pista, per migliorare i loro rendimenti, anche traendo spunto da certe particolari situazioni, per sollecitare, ampliare e migliorare le loro prestazioni cronometriche. Può significare anche che la pista, essendo un luogo di assidua frequentazione, potesse magari essere considerata, perché no?, come la loro seconda casa.

Quanta differenza fra i nuovi podisti rispetto ai vecchi… I nuovi, se hanno la ventura d’imbattersi in questa foto, passano ad altro come se nulla fosse; mentre i vecchi, non possono tacere un filo di commozione e un certo dispiacere per la deprecabile situazione dell’attuale Atletica Leggera, che si spiega anche, e forse soprattutto, con il quasi totale degrado della “seconda casa” dei podisti.

 

 

 

 

 

 

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