L’importanza dell’età podistica

Spesso mi capita di rispondere a delle domande che mi pongono gli amici podisti che sembrano dei veri e propri discorsi su come si debba correre, sia in allenamento che in gara. Un poco mi dispiace, perché può sembrare che io voglia fare sfoggio di una competenza che tutto sommato credo di non avere, eccetto quella che mi deriva da una certa esperienza consumata in numerosi anni di attività praticata per così dire “sul campo”. D’altronde, come ben sanno i miei amici, di tutte le mie modeste imprese che racconto ho i documenti che le attestano (foto e classifiche).

Uno degli argomenti maggiormente ricorrenti nelle mie conversazioni podistiche con gli amici interessati, è quello riguardante l’età podistica con cui si affronta il meraviglioso mondo del podismo, che non è ovviamente corrispondente all’età anagrafica. Si può essere giovani di età anagrafica e nello stesso tempo vecchi per quello che riguarda l’età podistica, e viceversa. Sembra una considerazione pacifica da accettare. Eppure, non sempre è così. Infatti, chissà perché, i podisti sono inclini a confondere le due cose, sovrapponendole. E così…, spesso mi ritrovo a fare l’esempio della mia Roma/Ostia del 1996…

All’inizio della settimana precedente la gara in questione, venni colto da una terribile influenza: febbre alta e tutto il resto… Disperai di potervi partecipare… Nella serata del giovedì, mi chiamò il mio presidente, chiedendomi le condizioni di salute. Gli dissi che con la febbre ancora molto alta, non ero in grado di gareggiare. Mi rispose consigliandomi di andare comunque con la squadra (si andava in pullman, dalle 5 del mattino…), per stare in compagnia. Accettai.

Mentre eravamo in viaggio, notai che era presente un amico infermiere, al quale chiesi se avesse per curiosità il termometro. Lo aveva, me lo porse ed io mi misurai la temperatura: 38°. Ero più che convinto che… sarei rimasto in pullman, in attesa che i miei compagni di squadra terminassero la gara… Poco prima di Roma, com’era nostra abitudine, ci fermammo a prendere qualcosa in un’area di servizio. Presi un tè…, unico fra tanti caffè… Però, stranamente, mi sentii subito molto meglio, tanto che…, dovetti scacciare una certa idea che mi venne…

Una volta arrivati a Roma, nel punto previsto per la distribuzione dei pettorali, venni preso da un impulso tremendo… Ma sì! Avrei partecipato! Per prudenza, avrei indossato una maglietta sotto la canottiera e mi sarei posizionato nel centro del gruppone che contava circa 7.000 partecipanti. Conclusione? Come la foto dimostra, la chiusi in 1h, 23’ e 53”… Ovviamente, dovetti rinchiudermi nel giubbotto…, ed ebbi brividi e freddo per tutto il tempo del ritorno…

Diciamo che a 45 anni ero “giovane”, podisticamente…, ma anche anagraficamente….

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