Situazione di gara: il riscaldamento inutile

Se c’è una cosa che i podisti conoscono benissimo è l’utilità del riscaldamento, prima di una qualsiasi forma di corsa, sia essa rappresentata dall’allenamento o dalla gara; eppure, notiamo con una certa costernazione che quasi mai (anzi, togliamo il “quasi”) essi lo effettuano in prossimità di una gara, in special modo di una ormai classica e comunissima 10 km. Infatti, in una gara lunga come può esserlo una Maratona o una Mezza, il riscaldamento è relegato ai primi km di corsa, riservandosi al massimo qualche esercizio di stretching; mentre in una gara corta e quindi veloce, come si può e si deve denominare una gara di 10 km, si dovrebbe almeno in linea di principio, per predisporre l’organismo ad una partenza sostenuta, effettuare tutto ciò che occorre alla bisogna; invece, non si fa’… Perché?

Nella realtà, ricordiamoci che stiamo parlando di una 10 km, avviene che il podista medio effettua pure una sorta di riscaldamento, nell’approssimarsi alla linea di partenza, ma lo fa’ in maniera per così dire svagata dal momento che è perfettamente conscio che poi gli toccherà restare fermo per un bel po’ di minuti. L’esperienza gli insegna che nel folto gruppo dei partecipanti, che quasi sempre sfiorano o superano il migliaio, si troverà “intrappolato”, senza la possibilità pratica di muoversi. Ma su questo potrebbe anche sorvolare. Non può invece farlo sulla solita frequenza dei saluti del sindaco, della toccante preghiera volante del parroco, dei ringraziamenti (sia pure solo accennati) degli organizzatori agli sponsor, del commovente inno nazionale, magari dell’attesa necessaria (nel frattempo contrassegnata e commentata dallo speaker di turno) affinché passi dai binari l’ultimo treno… Insomma, trascorrono molti minuti, durante i quali i muscoli si “raffreddano”, con buona pace del “riscaldamento”, che si sia fatto o meno. Ora, poiché tutte le domeniche sono piene di 10 km, tutte belle per carità, tutte meravigliosamente organizzate e che costituiscono un tesoro nell’ambito della crescita esponenziale del fenomeno podistico, tuttavia si è ingenerato nell’immaginario collettivo dei partecipanti che, almeno in questo tipo di gara, non convenga in nessun caso effettuare il riscaldamento.

Qualcuno sosterrà che si tratti degli inevitabili rischi derivanti dall’aumentata “domanda” e dalla relativa e quasi concomitante “offerta” del fenomeno podistico universalmente inteso. E’ vero. Ci troviamo al cospetto di una realtà che sarebbe sciocco e anodino negare. Però, quanta nostalgia per il vecchio e caro riscaldamento…, e per tutte quelle tante cose che facevano dell’Atletica Leggera uno sport qualitativo e non soltanto quantitativo.

 

 

 

 

 

 

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