Motore e Carrozzeria nel podismo

Un amico podista, valente atleta, Antonello Landi, che abbiamo il piacere di conoscere da tanto tempo, di recente si è espresso su Face Book, circa… il suo motore e la sua carrozzeria. Un altro amico podista, invece, di “diversa caratura tecnica” e di fresca “acquisizione podistica”, Paolo Imperato (ha cominciato a correre da poco), manifestava una certa sua incredulità alla mia affermazione che bisogna avere cura, in senso podistico, sia del motore che della carrozzeria… Il post apparso sul social mi è servito per imbastire una piacevole conversazione. “La carrozzeria?”, diceva Paolo, “E che vuol dire?”

Questo il post:

“Si riparte da qui, anche stavolta la professionalità e la disponibilità di Felice Strocchia e Enrico Lembo, fa sì di poter continuare il viaggio, ancora una volta rimesso in piedi, il motore è ancora buono la carrozzeria un po’ da sistemare. Antonio Fortunato ora possiamo continuare, ce n’è ancora di strada da percorrere.”

I due termini, motore e carrozzeria, sono presi in prestito chiaramente  dall’automobilismo; però, si potrebbero verificare degli equivoci, in ambito podistico. Infatti, per carrozzeria s’intende tutto quello che si vede, di un’automobile, mentre per motore si fa’ riferimento a quel particolare strumento interno che permette il movimento. Equivarrebbe a dire, ad esempio, che le gambe siano “carrozzeria”, escludendo possano trattarsi di “motore”, solo perché sono “visibili”. Invece, non è così, perché il sistema fisiologico dell’ossigenazione dei muscoli, che è un meccanismo interno dell’organismo, non può separarsi dal contesto organico nel suo complesso ed è, pertanto, ben raffigurabile. Un disegno particolare della scocca di un’automobile, che privilegi una linea maggiormente aerodinamica, è senza dubbio “carrozzeria”. Ma nel podismo non è possibile separare nettamente il motore dalla carrozzeria, almeno non sempre. E’ forse possibile forzare la situazione ed affermare che, come in un’automobile, il motore riguarda la parte sottostante che procura il movimento, mentre la carrozzeria è l’insieme della struttura sovrastante che ne asseconda lo spostamento.

Quindi, un podista non si differenzia dalla carrozzeria, ma dal motore, fatte le opportune valutazioni. Ma, essenzialmente, cos’è il motore di un podista? E’ l’insieme delle caratteristiche fisiologiche. Stiamo parlando dei muscoli che assicurano il movimento, dell’apparato respiratorio che si occupa del rifornimento di ossigeno ai muscoli e dell’apparato circolatorio che inerisce la funzione del sangue. Insomma, il motore di un podista si “valuta” dalla quantità di ossigeno che riesce a far giungere ai muscoli, che è la condizione principale per mantenere la velocità di corsa elevata in un ambito maggiore resistenza. Questo per il motore. E la carrozzeria? La carrozzeria è invece lo stile di corsa, la gradualità degli allenamenti, gli esercizi mirati, l’adattamento allo sforzo prolungato di articolazioni, tendini e legamenti. In questo senso, e solo in questo senso, si può e si deve dire che la carrozzeria di un podista è quello che si vede.

Ma cosa avrà fatto, in concreto, Antonello Landi? Se ha detto che “il motore è ancora buono e la carrozzeria è un po’ da sistemare”, in base a quale risultato, o verifica, ha potuto affermarlo? Da un atleta del suo calibro non ci sarebbe da meravigliarsi se egli abbia semplicemente ascoltato il suo corpo. Ma sicuramente si sarà sottoposto a dei test, strumentali e agonistici, magari svolti in compagnia dei suoi amici, dai quali ha dedotto che… “ce n’è ancora di strada da percorrere”.

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