Correre durante il ciclo, sì o no?

Correre durante il ciclo, sì o no? Può sembrare una domanda banale, ma non lo è, perché le donne podiste sono in gran numero e solo una ridotta rappresentanza, per raggiunti limiti di età…, non sono interessate all’argomento. La faccenda riguarda soprattutto le giovani ragazze che avrebbero intenzione di cominciare a correre, ma che non lo fanno proprio perché nutrono delle perplessità su questa condizione tipicamente femminile.  Ed è a loro che noi ci rivolgiamo, precisandole che il ciclo non è una malattia bensì, come si diceva, una condizione la quale quindi non necessita di farmaci, ma di attenzioni; e che, soprattutto, a qualsiasi genere sessuale si appartenga, bisogna vivere in armonia con il proprio corpo, sempre; e che la pratica sportiva è il migliore mezzo per affermare i valori in cui si crede.

Quali siano le attenzioni di cui sopra, che si potrebbero intendere anche come “precauzioni”, è presto detto. Per cominciare, bisogna saper distinguere fra preciclo, ciclo e postciclo; sono tre fasi che, sia pure leggermente e per pochissimi giorni, possono e devono determinare alcune scelte quasi obbligate. La prima che appare subito all’evidenza, anche ai meno esperti in materia, è che un paio di sedute di allenamento che dovevano essere intense, possono tranquillamente diventare corse volutamente tenute e ritmi blandi. A parte qualche oscillazione sempre possibile in questi casi, il ciclo viene ogni 28 giorni…, e quindi ci si può abbastanza bene regolare. E’ molto importante che le podiste, nell’atto della corsa, non si lascino fuorviare dalla produzione di endorfine che, come è noto, procurano un effetto stimolante di gratificazione e di benessere psicofisico in chi corre; c’è il rischio che ci si lasci andare, incrementare noncuranti il ritmo, salvo poi pagarne qualche conseguenza in termini di stanchezza successiva, con relativo scoramento. Altra buona precauzione è l’assunzione preventiva di vitamine e di sali minerali (ferro, frutta e verdura), dal momento che le mestruazioni sono delle perdite di sangue. Ecco perché, tra l’altro, il periodo del postciclo è il più indicato per svolgere lavori di qualità, mentre, sia detto per inciso, quello del preciclo comporta qualche controindicazione, visto che il corpo tende anche a gonfiarsi, il che alimenta ulteriormente il senso di disagio. Ma se proprio no si riesce a fare a meno di un particolare tipo di allenamento intenso, ci riferiamo alle ripetute, meglio sarebbe che fossero “corredate” da recuperi più ampi del solito. Un’ultima osservazione va’ dedicata… all’abbigliamento: come premunirsi in quei giorni? Qua, l’elemento soggettivo è predominante, perché senza bisogno che lo si raccomandi c’è la necessità della sicurezza, che trasmetta sensazione sia di comodità e sia di protezione: un tampone interno, o un assorbente esterno sono soluzioni ugualmente valide; ci si deve solo assicurare che il movimento della corsa non possa causare imbarazzanti fuoriuscite.

 

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