Le noccioline per il podista, snack e non solo

Uno degli alimenti maggiormente inviso all’opinione pubblica podistica, perché giustamente ritenuto portatore di grassi, ma quindi maggiormente desiderato come avviene in questi casi, in virtù della reazione tipica rapportabile al classico “gusto del proibito”, è la nocciola. Indubbiamente, la nocciola contiene grassi. Però, bisogna subito precisare che il “combinato disposto” dei vari grassi della nocciola in un certo qual modo interagiscono fra di loro, contribuendo a salvaguardare il livello del colesterolo, che rimane sostanzialmente inalterato rispetto al regime alimentare che si tiene.

In via preliminare, va’ anche detto che il consumo di frutta in guscio comporta un minor rischio di contrarre patologie cardiovascolari. Il motivo sta… nel guscio…, che svolge un’indubbia ed evidente funzione protettiva del frutto che contiene. Ma non è solo il sistema cardiovascolare a beneficiare delle proprietà delle noccioline; l’intero organismo ne trae giovamento, grazie ai grassi contenuti che agiscono favorevolmente sul tanto temuto colesterolo. Inoltre, nel frutto sono presenti rilevanti percentuali di proteine (che lo fanno apprezzare, pur essendo un vegetale), di fibre (utilissime come sempre a contrastare fenomeni di stipsi), di minerali (soprattutto magnesio, potassio e calcio) e di vitamine. Ma è proprio per questo “insieme di virtù” che se ne consiglia comunque un consumo moderato, che non dovrebbe discostarsi da una dose di circa 30 grammi assunta quattro volte a settimana. Le noccioline possono andar bene anche come “spuntino” improvvisato e in un certo senso “emergenziale”: in qualsiasi occasione il podista si trovi, possono essere facilmente trasportati in una tasca e tirate fuori all’occorrenza.

Ora, diamo uno sguardo veloce al contenuto di 100 grammi di prodotto:

Energia, 650 Kcal

Carboidrati, 6 g

Colesterolo, 0 mg (per l’azione combinata dei grassi)

Minerali (soprattutto fosforo, magnesio e calcio)

Fibre, 8 g

Vitamine (A, C, E)

Zuccheri, 4 g

Infine, una considerazione sicuramente effimera che riguarda le noccioline, al di là della loro… “valenza” alimentare. Perché si usa dire di una quantità rilevante di soldi che “non sono mica ‘noccioline’?” Non si potrebbe dire, ad esempio, attenendoci sempre alla frutta, “ciliegine”? No, perché le nostre buone noccioline, al contrario delle ciliegine, si fanno preferire per la mancanza dell’osso….

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