Situazione di gara: bere acqua in una 10 km

A furia di partecipare alle gare domenicali, quasi tutte di 10 km, può passare la convinzione che il ristoro d’acqua sia una cosa imprescindibile in tutti i tipi di competizione; specialmente come conseguenza del mito della maratona o della Mezza, gare nelle quali bere è assolutamente necessario. Ma, a pensarci bene, non è così; basti pensare alle gare su pista o ai cross, dove… l’elemento idrico… manca del tutto. Come stanno dunque le cose al livello dell’acqua nella 10 km e come bisogna atteggiarsi in un punto ristoro è cosa che riguarda il presente articolo.

Di solito, il rifornimento d’acqua in una 10 km avviene intorno al 5° km. Nel caso di condizioni atmosferiche particolarmente calde è possibile disporre degli spugnaggi, a seconda delle varie organizzazioni, ma sempre distanziate da un 2/3 km dal rifornimento d’acqua. Detto questo, si deve precisare la buona innovazione introdotta dagli sponsor di sostituire lo scomodo bicchierino di plastica con la confezione in bottiglietta, sempre di plastica, che comunque ha reso molto meno scomodo per il podista bere qualche sorso di acqua quando è in corsa. Infatti, in un recente passato, era frequente notare qualche podista rinunciare perfino a bere, vista la mole di bicchierini di plastica riversata sulla strada che, sommata alla superficie bagnata, formata un vero e proprio ostacolo da superare e sul quale si doveva fare sfoggio di una certa dose di equilibrismo… Da qui il dilemma: bere o non bere, in una gara di 10 km? Dipende…, dal podista e dalle condizioni termiche. Cioè, se la temperatura non è molto elevata e si vuole mantenere il corretto stile di corsa, per non rischiare di compromettere il risultato cronometrico, si può anche evitare di bere. Altrimenti, se fa’ molto caldo e se il tempo finale non costituisce un preciso obiettivo da conseguire, si può tranquillamente bere.

L’ideale sarebbe bere sempre qualche sorso d’acqua, perché già al 5° km di una gara, svolta in un mese caldo o freddo non ha importanza, i muscoli hanno bisogno di un reintegro d’acqua per non correre il rischio di “contrarre contratture”, o noie muscolari che dir si voglia. E se poi la temperatura esterna è molto elevata, e l’acqua contenuta nella bottiglietta è ancora rilevante, la si può utilizzare bagnandosi un po’ le spalle, le braccia e i capelli (all’altezza della nuca, affinché cadendo non vada sulle scarpe, appesantendole). Come si vede, bere o non bere in una 10 km…, anche questo caso si risolve nella tipica soggettività del podista.

Questa voce è stata pubblicata in Amici al bar. Contrassegna il permalink.

Lascia un commento