Quanto tempo occorre che passi fra la sveglia e la corsa?

Arrivato come sono a un bel numero di anni dedicato alla corsa, non mi resta altro da fare che dispensare consigli a chi me li chiede. E così mi ritrovo quasi ogni giorno a suggerire agli amici cosa andrebbe fatto oppure no, ai fini di un miglioramento della loro corsa. L’ultima occasione mi è stata fornita da un amico, podista mattiniero, il quale mi raccontava della sua sveglia puntata mezzora prima che cominci l’allenamento. Grosso modo, gli ho risposto così.

Chiaramente, non esiste una regola assoluta. Per certi aspetti, ogni podista è un caso a parte: orari di lavoro, condizioni familiari, eccetera. C’è chi può cominciare a correre alle 6 del mattino, chi alle 5, chi alle 5,30…, dipende. Può dipendere anche dalla stagione e dalle condizioni atmosferiche in generale, perché un podista può essere refrattario al freddo o al caldo, alla pioggia o al vento, eccetera. Si potrebbe anche prendere in considerazione il grado di pigrizia e di decisione del podista, se faccia o meno uso di questa sana abitudine. Insomma, è un bel coacervo di situazioni possibili entro le quali si può tranquillamente dire, come ho in effetto detto, dipende… Ma prendiamo il caso generale, di un podista cioè abbastanza abitudinario che si alza al mattino presto per andare a correre. Ecco, costui in un certo qual modo comincia a correre la sera prima…, nel senso che ha sicuramente cura di andare a letto non troppo tardi (massimo alle 22), di cenare abbastanza presto (non “vengo dopo il TG”, come si cantava una volta) e di prepararsi l’occorrente da indossare sopra il comodino. I motivi di queste scelte, gli sono chiari: bisogna dormire almeno 6/7 ore; non avere mentre si dorme problemi di digestione; non si deve perdere tempo, al buio, nel cercare cosa indossare prima di uscire (senza il più delle volte svegliare gli altri che dormono e che magari non condividono la scelta di essere podisti).

A parte questi, chiamiamoli così, preliminari, viene poi il momento fatidico della sveglia. Se non si è abituati fisiologicamente ad aprire gli occhi in quei precisi istanti che precedono lo squillo, cioè se non si è abituati, bisogna… fare due cose in contemporanea: mettere i piedi a terra e il dito sul pulsante della sveglia. E’ una questione di un attimo. Se non lo si fa’, si rischia di restare fra le coltri. Ma, una volta espletata “la pratica” della levataccia (che è sempre un po’ traumatica), poi tutto fila liscio, a seconda delle abitudini intraprese. Ecco, quanto tempo deve passare fra l’alzata in piedi e l’uscita per la corsa? Molti dicono una mezzora. Dico subito che io non sono fra questi. Sostengo che il corpo abbia bisogno di un congruo periodo di minuti, per svegliarsi del tutto, cioè affinché tutte le condizioni fisiologiche vadano più o meno a regime. E’ come prendere l’automobile nel garage: non si può mica partire sparati… Facciamo un po’ di conti. In genere, si va’ prima in bagno, diciamo per 15’. Non si può passare dal letto alla cucina…, bisogna fare la tappa intermedia… Una volta in cucina, si deve mangiare qualcosa e bere un buon caffè, altrimenti non diamo all’organismo la carica necessaria: un paio di biscotti secchi e un caffè magari dolcificato con del miele, dovrebbe bastare per una ripresa graduale delle attività energetiche, nell’arco di tempo di altri 15’ (non bisogna avere fretta, ma gustare questi momenti che… ci riavvicinano alla vita). Quindi, mezzora può bastare? No, perché è consigliabile effettuare qualche esercizio di mobilità articolare. Scusate, in fondo è logico. Dopo aver svegliato il corpo e la mente, è opportuno cominciare a muovere ossa, muscoli e tendini. Basteranno anche 10’, per qualche esercizio di gambe, braccia e schiena (rotazione e piegamenti), facendo per ogni comparto due o tre serie della durata di una quindicina di secondi. Infine, un 5’, non di più, per controllare se si ha con sé le chiavi di casa, dei fazzolettini di carta, o qualche altro accessorio di cui si è soliti fare uso, compreso il regolare il cronometro sullo start.

E poi? Poi via, verso la felicità!

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