La situazione di partenza

Era il 6 luglio 1997. A Procida, gli amici ischitani avevano organizzato la prima “Straprocida” e poiché io trascorrevo allora le ferie sempre a Ischia, e correvo in tutte le gare che organizzavano, facevo parte del gruppo di partecipanti che scalpitavano alla partenza. L’amico Giovanni Ferrandino, dal palco e col microfono, presentava l’avvenimento e all’improvviso, almeno per me, mi citava come possibile vincitore della gara… Certo, era un amico…, sarei di sicuro arrivato tra i primi…, ma francamente additarmi come un possibile favorito per la vittoria finale, mi sembrò più segno di una profonda amicizia che di un commento meramente tecnico… Questo particolare, mi è venuto in mente, allorché parlavo con un amico podista di una certa situazione sulla quale adesso mi vorrei soffermare e che potrei tranquillamente definire “situazione di partenza”.

Secondo me, quando un podista si presenta alla linea di partenza di una gara, di qualsiasi gara, deve necessariamente conoscere le sue condizioni, che corrispondono a quelle per le quali si è allenato e che rappresentano le migliori possibili. Non può e non deve succedere che un podista si presenti ad una gara senza che sia, limitatamente per lui, in forma, senza cioè che possa esprimere al meglio le proprie potenzialità per le quali si è allenato più o meno puntigliosamente. Certamente, può anche accadere che egli si prefigga lo scopo di saggiare e di testare le sue condizioni fisiologiche, magari perché proviene da un infortunio o cosa similare, ma in linea generale chi va’ ad una gara va’ incontro ad un impegno considerevole che mette a dura prova il suo organismo; perché una gara non sarà mai una passeggiata.

Diverso il caso di chi affronta una competizione per il gusto di esserci, di stare con gli amici che ormai frequenta da anni, di rivedere certi luoghi che gli fanno ricordare bellissimi momenti passati, ecc. Costui, in un certo senso, coglie il meglio del… “mestiere del podista”, fare della pratica sportiva un mezzo di socializzazione e di divertimento personale nell’ambito di, come si dice con una formula forse abusata, “uno stile di vita” che coniuga benessere fisico e benessere mentale. Però, non deve preoccuparsi troppo del cronometro che ha sul polso…, intendendo con ciò che la sua unica e vera intenzione dev’essere solamente godere e partecipare dello spettacolo in cui è liberamente, gioiosamente e interamente coinvolto. Ben inteso, e sia detto per inciso, anche questa è una… “situazione di partenza”.

Quindi, non può in alcun modo esistere, nell’imminenza di un inizio di gara un… podista per caso. Tutti i partecipanti alla competizione, dietro la linea del traguardo, sanno perfettamente come e perché stanno lì. Si sono preparati per mesi o per settimane, sorridono spensierati o restano concentrati, parlano fra di loro o invece guardano in avanti, qualcuno saltella mentre qualcun altro controlla l’orologio. Ma tutti, indistintamente, ascoltano in silenzio la loro personalissima “situazione di partenza”, cercando di capire quel qualcosa che solo la strada gli rivelerà.

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