C’erano una volta le gare su strada dai km variabili

Le gare di corsa in Atletica Leggera sono quelle risapute e riconosciute dal CIO, tutte su pista, ad eccezione della maratona che, notoriamente, si svolge su strada. Eppure, questa ovvia situazione, sembra spesso disorientare i podisti amatori, perché c’è un pullulare di gare su strada, rispetto a quelle su pista, nel lungo periodo dei quattro anni che separano una Olimpiade da un’altra… Come se pensassero, in occasione dei Giochi Olimpici…: “E cos’è sta novità?” Entrando più nel “dettaglio”, gli stessi amatori sono stupiti dal fatto che la gara dei 10.000 metri, loro gara simbolo perché maggiormente frequentata, non abbia riconosciuto lo stesso pregio che ha la maratona. A tutto questo, pensiamo di poter dare una risposta, ricomponendo un po’ la storia del podismo amatoriale.

Una volta, diciamo grosso modo fino agli anni 2000, le gare su strada, le cosiddette stracittadine, si svolgevano in libertà, a seconda di chi le organizzava (di solito i podisti del posto) e dei territori. Non esisteva per così dire una “obbligatorietà di percorso”. Se la cittadina dove si svolgeva l’avvenimento era conformata in un certo modo, il chilometraggio complessivo della gara ne rispecchiava (cioè, ne “rispettava”) la toponomastica. La gara doveva essere essenzialmente una festa sportiva e tutte le strade dovevano veicolare il piacere e la gioia di fare sport. Facciamo qualche esempio, a livello regionale. A Castellammare, si organizzava la “Notturna Stabiese”, di km 11,150. A Gragnano, si correva la “Straziferdinando”, di km 14,8, di cui metà percorso, fin su a Pimonte, e la restante metà in picchiata, in discesa, fino al traguardo. A Barra, si svolgeva “I 3 Casali”, di 11 km. Ad Ercolano, si correva “La 3 Comuni” (Ercolano, Portici, Torre del Greco) per complessivi 12 km. E, si badi, lo stesso avveniva anche nelle altre regioni, sistematicamente, basti pensare alla celeberrima gara di Amatrice-Configno, di 8 km tutti in salita, manifestazione di livello internazionale, oppure alla “Stramilano”, di 15 km. Insomma, le gare di 10 km, quasi non esistevano…, o se esistevano, erano caratterizzate dalla pura casualità.

Poi, cos’è successo? Com’è che ormai le gare su strada sono di 10 km oppure non sono? Diversi fattori hanno contribuito alla trasformazione del gesto podistico degli amatori: il crescente numero dei praticanti, la nascita di professionisti dell’organizzazione sportiva e l’introduzione della figura dello sponsor, divenuto ormai elemento economico insostituibile. Tutto questo ha portato, anzi, ha comportato la tendenza degli amatori a gareggiare, potendolo, visti i tempi mutati, sempre più spesso, per misurare le proprie capacità. E poiché l’antico obiettivo della maratona era di fatto conseguibile soltanto un due o tre volte all’anno, data la lunghezza della gara e della preparazione occorrente per sostenerla, si è ripiegati sulla più comoda distanza di 10 km, col risultato che l’intero movimento ha fatto registrare un vero e proprio crollo nei rendimenti sportivi, di cui la cronica mancanza delle medaglie nelle competizioni internazionali è la logica conseguenza.

Così, non c’è domenica che non sia in calendario una 10 km, anzi, non c’è domenica che non ce ne siano due o tre in concomitanza, a seconda delle diverse province, affinché possa essere soddisfatta la “folta domanda” reclamata dalla base, ormai diventata sempre meno competitiva e molto più partecipativa.

 

 

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