La mano del… nuotatore nel podismo

L’altro giorno correvo con un amico piuttosto in là sia con gli anni che con la carriera podistica. Poiché sono… avanti a lui sia con gli anni che con la carriera podistica…, facevo una certa fatica a stragli dietro. Ovviamente, ero contento per lui e rassegnato per me…, l’amicizia è anche questo: aver piacere del successo dell’amico. Però, questo frangente mi è comunque servito a qualcosa: ho avuto modo di notare una sua particolare postura che tanto tempo fa cercai di correggergli, cosa che evidentemente devo annoverare tra i miei continui e frequenti insuccessi, sia nei suoi riguardi, sia per quanto attiene i diversi aspetti della vita di ogni giorno…

Quando l’amico a suo tempo correva, notai, lasciava cadere con un gesto particolare, comunque a casaccio, le mani nell’atto dell’oscillazione delle braccia. E tale atteggiamento conserva tuttora. A suo tempo battezzai questo gesto come “la mano del nuotatore”. Cerco di spiegare quello che fu una mia personalissima intuizione e che, a dire il vero, ogni tanto noto nel vasto panorama dei podisti in attività.

Nell’atto della corsa, le braccia devono oscillare in un certo modo, perché devono accompagna in maniera fluida il gesto, soprattutto le mani devono oscillare all’altezza delle anche… Le mani…, ecco il punto, come devono essere le mani? O meglio, come devono essere le dita delle mani? Non chiuse a forma di pugno, per evitare un inutile sforzo e nemmeno rigidamente aperte (a parte nelle gare di sprint), per lo stesso motivo. Ma devono essere semiaperte, o se preferite semichiuse. Devono quindi “cadere” nella maniera più naturale ed economica possibile, come si fa’ per tutti “i comparti” della corsa. L’amico, invece, teneva e tiene tuttora la mano e le sue dita a “cucchiaio”, come fanno i nuotatori (a stile libero), quando spostano l’acqua con le mani. Gesto, ripeto, che ho visto fare varie volte nel colorato gruppo dei podisti che frequento. Ho qualche spiegazione, che adesso passo ad esplicitare.

E’ del tutto evidente che l’età media dei podisti praticanti è abbastanza elevata. Spesso, molto spesso, chi si avvicina al podismo proviene da altri sport e il nuoto è uno di questi. E poiché manca in costoro un’esercitazione e una coordinazione di base che si acquisisce in età giovanile, il lasciar cadere la mano in quel modo, testimonia di un retaggio che non si è saputo cancellare. Nulla di grave, per carità, però un qualcosina si perde, in termini di dispendio energetico e di fluidità di corsa.

Questa voce è stata pubblicata in Allenamento. Contrassegna il permalink.

Lascia un commento