Ingrassare è facile, dimagrire è difficile

Molte persone si avvicinano al podismo, magari diventandone degli appassionati, perché è noto a tutti che correre fa’ dimagrire. Questo, in linea di massima, è vero, così come è vero che tutti gli sport di resistenza, i quali richiedono sforzi per tempi prolungati, fanno dimagrire. Ma l’aumento esponenziale del numero dei podisti praticanti interessati soprattutto al dimagrimento, a volte è causa di qualche disorientamento, nel senso che il podismo non è l’unico modo per dimagrire, è solamente quello più immediato e quindi economico. Infatti, non c’è confronto fra il podismo e il ciclismo, o fra il podismo e lo sci di fondo, rispetto a questi altri sport, che richiedono attrezzature speciali e costose; il podismo richiede, tutto sommato, solo un paio di scarpette. Però, questa sua “praticità”, nuoce al podismo in quanto strumento per eccellenza nell’opera di dimagrimento: non è mica vero che col podismo si dimagrisce e basta; se uno corre e poi si “abbuffa”….?

Chiaramente, dipende da soggetto a soggetto. Se un tale è in evidente sovrappeso, sarà in un certo qual modo “facilitato” nell’opera di dimagrimento, perché la prima cosa che vanno via, in tal caso saranno i grassi. Se invece il soggetto che intraprende l’attività podistica, sia per dimagrire che per sentirsi meglio, deve solo eliminare un po’ di pancia (e di cuscinetti ai fianchi…, il classico “girovita”), può perfino sorprendersi, con dispiacere, di notare sul suo corpo un… “certo gonfiore” (in particolare alle gambe), non realizzando subito che la circostanza si spiega con l’irrobustimento dei muscoli dovuti all’esercizio della corsa e non ad un anomalo accrescimento della massa muscolare; anzi, dentro di lui, è bene precisarlo, si sta combattendo, a sua insaputa, una battaglia fra la massa magra e la massa grassa che vede soccombere quest’ultima.

Ma, in buona sostanza, cosa fa’ dimagrire veramente, nel podismo? Il segreto, che poi segreto non è, è sempre quello: bisogna “spendere di più rispetto a quello che si compra”. Tradotto, e ci vuole poco per comprenderlo, si devono bruciare più calorie, correndo, rispetto a quelle che poi si assumono, mangiando. Però, attenzione, poiché le ore della giornata non si esauriscono soltanto in quelle in cui si corre e si mangia, bisogna… fare attenzione a tutte le altre… Tolte dal novero le ore dedicate al sonno notturno (almeno un 6 o 7…), restano quelle in cui, volenti o nolenti, bruciamo lo stesso delle calorie, quelle cioè rapportabili al meccanismo del metabolismo basale. E il guaio è che l’uomo moderno, proprio in queste ore, cade facilmente nella rete della pigrizia, o della modernità, se volete. Facciamo un esempio, banale e grossolano. Una volta, il televisore, era unico per tutta la famiglia. E per accenderlo, era necessario alzarsi e manovrare dei tasti (noi anziani li chiamavamo “bottoni”). Ora, in ogni casa e in ogni stanza c’è un televisore, provvisto del suo bravo telecomando. Cioè, la modernità ha ridotto sempre di più il movimento dell’uomo nello svolgimento della sua vita normale e quotidiana (lavorativa e domestica); per cui le calorie che un tempo si bruciavano in varie attività e che “contribuivano” a far funzionare in un certo modo il nostro metabolismo basale, non vengono più bruciate, con l’ovvia conseguenza che si depositano nel nostro corpo in,,, “forme di grasso, rendendolo informe”…

Ecco perché “ingrassare è facile e dimagrire è difficile”: bisogna sforzarsi, in un certo modo, di andare contro natura, contro questo tipo di natura artificiale che noi uomini moderni ci siamo dati. Correre, in effetti, significa andare in questa direzione.

 

 

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