Siamo tutti figli di Pizzolato

Le gare su strade sono diventate, da qualche anno, una piacevole e salutare abitudine, tanto che non c’è domenica in cui le nostre strade non siano allegramente invase da numerosi podisti. E non c’è neanche giorno in cui non si vedano gruppi di persone sgambettare, più o meno velocemente… ad ogni angolo di strada. Questo è molto bello…, ed è anche molto salutare, perché vuol dire che la gente ha capito che correre, praticare uno sport, fa’ bene, sia al corpo che alla mente. Però, a mio avviso, sapete a chi dobbiamo tutto questo? Ad Orlando Pizzolato…, come “chiosai” nel mio scritto “Storia dell’Erco-Sport”.

“… Per quanto riguarda, invece, la dimensione nazionale e internazionale del fenomeno Atletica, e ci si riferisce a tutto ciò che era avvenuto fino ai primi anni ’80, il podismo italiano viveva sugli allori di campioni del calibro di Mennea, Cova, Antibo, protagonisti assoluti di livello olimpico, ‘gli ultimi bianchi prima dei neri’, potremmo definirli. Tuttavia, costoro realizzavano le loro imprese su pista. Le corse su strada mostravano i nostri migliori rappresentanti affaticarsi per riuscire ad entrare nei primi 10. Ricordo qualche nome sparso: Cindolo, Magnani, Zarcone. Così come ricordo la mia e l’altrui convinzione che la corsa di resistenza fosse un po’ preclusa a noi italiani, visto che mai nessun risultato era stato conseguito.

Ma, all’improvviso, ‘correva’ l’anno 1984, una bomba! Alla mitica maratona di New York, proprio a quella, la più famosa del mondo, vince un italiano: Orlando Pizzolato!

Non ci eravamo ancora ripresi dallo sbalordimento, che l’anno successivo Pizzolato rivinceva!

Lo shock, salutare, fu enorme. Intanto, si interessò alla corsa chi mai prima di allora l’aveva fatto. Quelli che già la praticavano si inorgoglirono a tal punto che moltiplicarono le loro energie e iniziative. Possiamo dire che, in Italia e ad Ercolano, fu un vero e proprio boom.

A dire il vero, nella nazione si assisteva ad una ripresa economica, grazie ad una favorevole congiuntura dovuta alla riconversione e alla robotica industriale, a un diverso modo di pianificare l’iniziativa finanziaria (la Milano da bere) e, perché no, dallo slancio causato dalla vincita dei mondiali di calcio del 1982.

Un ‘grazie’, quindi, a Pizzolato è d’obbligo al quale tutti i podisti siamo legati da amore filiale…

Tratto da “Storia dell’Erco-Sport, dalla ‘nascita’ alla ‘stella’, 1987-2009”

 

 

 

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