Le più belle gare podistiche dell’Atletica italiana

Forse, ce ne siamo dimenticati, ma anche nell’Atletica Leggera l’Italia vanta, al pari di altri sport nazionali, risultati di livello assoluto, meritevoli ogni tanto di essere ricordati. Tralasciando quelli dei concorsi (salti e lanci), nel campo della corsa, ne abbiamo di cose da ricordare… Vogliamo farne un elenco? Diciamo subito che, come “prologo”, annoveriamo la più bella impresa, in realtà una “non vittoria”, dell’atletica mondiale, con la stupefacente e quindi storica gara di Dorando Pietri alla maratona olimpica di Londra 1908 dove, pur non vincendo, praticamente rese un servigio universale a tutto il movimento dell’atletica universale, per la nota vicenda del finale.

Andiamo avanti cronologicamente:

Luigi Beccali, 1.500 m, Olimpiadi di Los Angeles (1932);

Livio Berruti, 200 m, Olimpiadi di Roma (1960);

Pietro Mennea, 200 m, Olimpiadi di Mosca (1980);

Alberto Cova, 10.000 m, Mondiali di Helsinki (1983);

Stefano Mei, 10.000 m, Europei di Stoccarda (1986);

Francesco Panetta, 3.000 siepi, Mondiali di Roma (1987);

Gelindo Bordin, maratona, Olimpiadi di Seul (1988);

Salvatore Antibo, 5.000 m, Europei di Spalato (1990);

Fabrizio Mori, 400 ostacoli, Mondiali di Siviglia (1999);

Stefano Baldini, maratona, Olimpiadi di Atene (2004).

Ne abbiamo ricordate 10, ma altre se ne potrebbero citare. Ad esempio, la gara del record del mondo sui 200 m di Pietro Mennea alle Universiadi di città del Messico nel ‘79. Oppure, l’oro olimpico conquistato da Cova a Los Angeles. Così come la “doppietta” di Antibo a Spalato il quale, oltre a vincere i 5.000 m (cadendo in partenza…!) si aggiudicò nella stessa manifestazione anche i 10.000 m. O anche i 5.000 m vinti da Venanzio Ortis agli Europei di Praga nel ’78. Per non parlare dell’entusiasmante record del mondo sugli 800 m stabilito da Marcello Fiasconaro, all’Arena Civica di Milano, nel ’73.

Insomma, sfogliando l’album dei ricordi, ne avremmo di gare fantastiche da ricordare… Peccato che siano passati tanti anni, sicuramente troppi, e che le foto comincino a ingiallire….

 

 

 

 

Questa voce è stata pubblicata in Amarcord. Contrassegna il permalink.

Lascia un commento