Quanto costa una scarpa?

Chissà perché diciamo, quando corriamo, che usiamo una scarpa, mentre in realtà ne usiamo… due! Questo ed altro ho pensato l’altro giorno quando, nell’imminenza di una gara, dopo avere acquistato delle scarpe nuove, facevo ritorno alla mia automobile, per prepararmi alla partenza. A momenti facevo tardi…! Tutti a chiedermi: “Quanto hai speso?” Come se non sapessero quanto costa, mediamente, una scarpa da runner; oppure, come se volessero scoprire un ottimo punto di vendita, in grado di proporre dei cosiddetti “prezzi stracciati”. Effettivamente, nel periodo di crisi che viviamo e con la necessità “tutta podistica” di consumare parecchie scarpette appena superato il limite dei 500 km (che si supera molto facilmente…), il problema del costo della scarpa diventa importante. Ma quanto costa una scarpa? E’ vero che costa troppo, perché le aziende e i rivenditori, se ne approfittano di questa passione che per altro è sempre in forte aumento presso gli appassionati? Proviamo a interrogarci sull’argomento…

Molto tempo fa, a metà circa degli anni ottanta, quando cominciai a correre, comprai un libro sulla corsa a piedi in cui vi era scritto un po’ di tutto: stile corretto, alimentazione, allenamento, ecc. Ma l’argomento che più mi incuriosì furono le scarpette da usare, in quanto a conformazione e costo. Per quanto riguarda il costo, ricordo perfettamente, si diceva che dovesse corrispondere a quello di una cena per due in un buon ristorante. E in quei tempi, guardandomi in giro e considerando varie “opzioni personali”, effettivamente, il dato trovava corrispondenza alla realtà… Anche adesso? Tutto sommato, sì, direi. Se osserviamo una vetrina di un negozio di articoli sportivi, o se navighiamo on line, vediamo che grosso modo un buon paio di scarpe non si discosta molto dai 100 euro, euro in più, euro in meno. Sembrava e sembra un costo non tanto sopportabile, per un indumento che poi è molto deperibile, dato il consumo ricorrente che si fa’. Non è come un abito, che può restare in armadio per anni…

Nel considerare il costo di una scarpa, conviene interrogarsi prima sul momento del passaggio fra il produttore e il rivenditore. Sicuramente, il primo vende al secondo il prodotto al 50%, altrimenti, dove sarebbe la convenienza dei due? Quindi, nella produzione, nel primo 50%, devono essere contenuti certi costi, per garantire un determinato profitto. Ed è qui che si gioca buona parte della partita… Per abbattere i costi di produzione, le case costruttrici si basano su di una manodopera ad un bassissimo livello retributivo. Ecco perché tutti i grandi marchi hanno le loro produzioni in Asia. Diciamo che questo è un “costo di fabbrica”, al quale però, ovviamente, si deve aggiungere la progettazione, il trasporto, con tutti gli “accessori”, consistenti in quote assicurative e tasse fiscali. Anche per questi motivi, la manodopera è retribuita con salari bassissimi; mentre della progettazione, del trasporto, dell’assicurazione e delle tasse… non si può fare a meno…, tocca al primo stadio della lavorazione di una scarpa “grattare” un possibile guadagno. E in tutto questo, non abbiamo considerato le spese di marketing, o comunque quelle legate alle varie leggi di mercato pubblicitario…

D’altro canto, il rivenditore non se la passa meglio…, fra tasse, ricerca dell’equilibrio costo/ricavi,  eccetera eccetera e, non ultimo, una clientela sempre alla ricerca dell’offerta… Ecco perché, l’altro giorno, la domanda era sempre “quanto costa?” e mai “che modello è?”….

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