L’abito non fa’ il monaco, ma il runner

Se c’è una cosa che distingue un runner da un altro è il suo abbigliamento in gara. Provate a notare com’è vestito quel podista che si approssima alla partenza di una gara, magari una domenicale 10 km su strada. Cominciate, si sa, dall’osservare il podista in oggetto nella sua interezza, il che vuol dire che “soppesate” la sua stazza: se non è… sottile, o se invece ha un fisico asciutto. Ma questo non significa quasi nulla, o comunque molto poco, per quanto riguarda l’abbigliamento che indossa, vero e proprio discrimine che lo caratterizza. Quindi, concentriamoci meglio nell’osservazione, cercando di essere più specifici.

Poiché si è soliti guardare negli occhi una persona, si comincia a vedere cosa indossa per coprire il busto: se ha la sola canottiera, o se invece sotto di essa ha una t-shirt. Non è un elemento di poco conto. Chi indossa solo la canottiera, statene certi, ha intenzione di correre veloce, o perché si è preparato per questo, o perché non vuole appesantirsi con un altro indumento. Anche se bisogna subito precisare che questa “osservazione” è fortemente condizionata dalla stagione in cui si svolge la competizione. Nei mesi freddi, la maglietta sotto la canottiera è anche possibile che sia a manica lunga…, per ovvi motivi. Però, in linea di massima, vale quanto detto.

Parlando di completino gara, l’occhio scivola sui pantaloncini. Anche in questo caso, se il podista è veloce, e vuole essere veloce, non avrà sotto alla canotta sociale dei pantaloncini da ciclista. Vale il principio di cui sopra: un podista veloce, e a dire il vero anche snello, evita in modo sistematico ogni indumento ulteriore che, bagnandosi di sudore, si appesantisce. D’altronde, l’abbigliamento che si usa in gara riflette il tipo di indumenti che, tutto sommato, si usa in allenamento. Difficilmente, infatti, chi si allena con i pantaloncini da ciclista, riesce a farne a meno, anche perché “il caso” nasconde un altro particolare che andiamo ad esplicitare. Di solito, il podista leggero e veloce, non ha problemi a inserire la canotta nei pantaloncini: il ventre è piatto… Invece, il podista con qualche chilo di troppo, o qualche cuscinetto ai fianchi un po’ evidente, o anche una puntina prospiciente di addome, tende a lasciar cadere la canotta sui pantaloncini.

Restano le scarpe…, da notare. Ma a questo punto, già si capisce facilmente quello che vogliamo dire. Se il podista è leggero, e potenzialmente veloce, calzerà una A2, una scarpa abbastanza leggera.  Viceversa, se deve ancora smaltire qualche chilo, in attesa…, userà una scarpa che abbia una maggiore capacità ammortizzante, una A3 o una A4 (la si riconosce dal tipico e vistoso rialzo della suola all’altezza del tallone), a seconda della sua specificità di postura, oltre che di peso.

Un’ultima cosa da segnalare, riguarda l’età. Se il podista “sotto osservazione” si avvia a superare ampiamente i 50 anni, è possibile che qualche “parametro” indicato possa saltare. In questo caso, fa’ testo la sua storia personale, di podista o di sportivo in senso lato.

 

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