Cos’è una “gara tecnica”?

Alcuni amici podisti, scherzano su Face Book su cosa si debba intendere per “gara tecnica”, come se non lo sapessero… Invece, lo sanno perfettamente…, e non perché le hanno corse, queste gare cosiddette “tecniche”, ma perché vi hanno conseguiti tempi ragguardevoli, che non avrebbero mai potuto conseguire se non avessero saputo affrontarle. Quindi, che stiamo qui a fare, pettiniamo le bambole, se cerchiamo di spiegare cos’è una gara tecnica? No, forse qualcuno, nella moltitudine di podisti che affollano le gare domenicali, sotto sotto, davvero non lo sa; o almeno ha le idee un po’ confuse. Ed allora, eccoci qui, a chiarire un po’ le idee al riguardo, senza la pretesa di dire cose eccezionalmente importanti, ma con il desiderio di poter essere utile a qualche amico che si è lasciato distrarre dalla bellezza e dal piacere della corsa.

Cominciamo con un esempio. I podisti cercano di indossare magliette “tecniche”. Una maglietta è considerata tecnica quando è costituita da materiale adatto ai bisogni, vale a dire che consente una buona traspirabilità del tessuto, impedendo il ristagno del sudore sulla pelle. Quindi, noi per “tecnico”, in qualsiasi campo, dobbiamo sempre considerare che l’oggetto richiede dei canoni ben precisi. Ora, una gara tecnica, significa che ha un percorso con salite, discese, tratti in basolato o in sterrato; ragione per cui al podista impegnato è richiesta innanzitutto una buona base aerobica consistente nella capacità di poter effettuare, senza danni, fidando sulla resistenza, dei validi cambiamenti di ritmo e, nello stesso tempo, sapere adattare il proprio stile di corsa alla natura “momentanea” del percorso.

Riper-corriamo il percorso “tecnico”.

Tratto in salita – Il busto si protende leggermente in avanti; lo sguardo è rivolto in avanti a non più di una cinquantina di metri, per evitare che si tenga la testa rivolta troppo in alto e la schiena troppo rigida; il passo si accorcia, ma si fa’ più rapido; le braccia oscillano di più, per aumentare lo slancio in avanti, onde ottenere quello che si può definire “effetto altalena”.

Tratto in discesa – La testa e il busto tesi in avanti, per essere perpendicolari alla superficie su cui si corre. L’appoggio è sempre sull’avampiede, ma le gambe non spingono, perché il pendere del busto e della testa (parti anatomiche molto pesanti…) induce il corpo a scendere lo stesso.

Tratto in basolato o in sterrato – Mai come in questo tipo di percorso, breve o lungo che sia non importa, è necessario correre… come Dio comanda, cioè con il corretto stile di corsa, soprattutto per quanto riguarda l’appoggio sul selciato: il piede che non deve “affondare”, ma “rimbalzare”.

Questi, i “tratti” salienti di una gara tecnica. Ma perché allora di una gara tecnica si dice che è “dura”, oppure “tosta”? Semplice. Perché per essere preparati ad affrontare questo tipo di gara, bisogna fare svariati allenamenti specifici, che richiedono impegno e determinazione. Ecco, dove risiede la… vera difficoltà…!

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